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Casaleno, una ferita per Frosinone

Chissà se si sta aspettando l’arrivo del 3 febbraio per poter festeggiare l’anniversario del crollo della copertura della tribuna del Casaleno… E’ facile fare ironia su una vicenda che sembra essere diventata una telenovela. Tra pochi giorni sarà passato un anno da quando la parte sinistra della struttura in acciaio che sovrasta l’impianto di via Fabi nel Capoluogo ha ceduto sotto il peso della neve caduta in quelle ore. La precedente amministrazione non seppe procedere con la rimozione della copertura e neppure l’attuale è ancora stata in grado di cancellare uno spettacolo indegno per una città Capoluogo di provincia.
In queste ultime quarantotto ore, con la pioggia e il vento che hanno sferzato Frosinone, nella zona circostante il Casaleno si odono rumori sinistri. Alcune parti in acciaio della copertura infatti si muovono pericolosamente, mettendo in serio rischio l’incolumità di chi fa jogging nell’anello stradale intorno allo stadio e degli automobilisti che percorrono quella stessa strada, il cui punto più vicino alla tribuna dista nemmeno venti metri.
La gara d’appalto per i lavori di rimozione è stata vinta da una ditta di Palestrina, ma ad oggi, ad eccezione di una lunga serie di sopralluoghi da parte di alcuni tecnici, l’opera non è ancora cominciata, né si sta provvedendo all’innalzamento di una gru a ridosso dello stadio. La squadra di calcio che usufruisce del campo del Casaleno, il Frosinone, è costretta a migrare altrove per allenarsi: in questa settimana i giallazzurri si sono spostati fino a Pomezia. E i tifosi, che frequentavano l’impianto durante le sedute di allenamento della squadra, sono stati costretti a rinunciare al loro passatempo. Non si va lontano dalla realtà se si afferma che uno dei motivi del disinteresse della tifoseria del Frosinone e dell’emorragia di spettatori nelle partite interne della squadra di calcio è dato anche dal distacco obbligato tra la stessa squadra e i suoi tifosi durante la settimana. (Gabriele Margani)

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