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C’è fermento, il territorio è vivo

La controtendenza è in atto, forse c’è ancora speranza per la nostra provincia di tornare a… vivere. Le offerte culturali e ricreative iniziano ad essere non più sporadiche e frutto dell’iniziativa e della buona volontà di pochi coraggiosi, ma si moltiplicano a vista d’occhio. Le serate e i fine settimana iniziano ad essere riempiti da appuntamenti musicali, teatrali e artistici che sembravano non avere più diritto di asilo nel territorio provinciale. Forse ci si sta illudendo o forse la provincia di Frosinone è davvero in fermento. La sensazione è che qualcosa stia cambiando.
A questo fenomeno sta contribuendo soprattutto una generazione, quella dei trentenni, che sta cercando di rianimare un paziente, il nostro territorio appunto, fino a pochi mesi fa in lenta agonia. Perfino nel Capoluogo, in profonda crisi sotto il profilo delle offerte socioculturali, sembra aver intrapreso un cammino verso la ripresa.
In discussione non è semplicemente il dare la possibilità a giovani e meno giovani di uscire di casa e trovare un locale, una mostra, un teatro o un palco dove potersi aggregare. L’errore della classe politica del nostro territorio è stato sottovalutare questo aspetto riducendolo a un problema irrilevante. Un evento, un appuntamento, una qualsiasi iniziativa che richiama l’interesse di più persone, significano molto più di questo. Rappresentano la possibilità di far ripartire l’economia, di dar modo a piccoli imprenditori, magari giovani, di generare ricchezza. E, fattore non meno importante, permettono alla Cultura – la C maiuscola non è un errore di battitura – di crescere. Non è un caso che Atuttapagina.it dia tanto spazio a fenomeni di questo genere: la rinascita della nostra provincia passa attraverso questo stimolante fermento. (Gabriele Margani)

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