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Colfelice, Clini invia i carabinieri per le verifiche

Per volere del ministro Clini i carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) sono giunti a Colfelice per i dovuti accertamenti riguardanti l’impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) della SAF.  Come da decreto, 430 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti da Roma giungeranno a Colfelice per essere trattati. Un migliaio di persone hanno protestato nei pressi della struttura: il decreto firmato da Clini, infatti, risulta odioso alla gente del luogo, che lo percepisce come un’imposizione e un sopruso e specialmente come un enorme pericolo per la salute. Bernardo Donfrancesco, sindaco di Colfelice, risoluto dichiara: «Non siamo la pattumiera di Roma».
Dalle prime ore della giornata molti cittadini sono rimasti nei pressi dei cancelli, incuranti del tempo gelido e nuvoloso. Agenti di polizia in tenuta antisommossa sono rimasti a presidio del luogo, alla presenza di comitati e associazioni ambientaliste. Circa cinquanta sindaci hanno poi fatto ingresso nell’impianto. Alcuni camion carichi di rifiuti sono stati bloccati all’ingresso dalla barricata umana, alcuni si sono trovati costretti a fare dietrofront. I compattatori sono stati fatti passare non prima delle 12. Quelli provenienti da Roma, invece, non si sono visti. Dopo che, sabato scorso, è stato effettuato il primo conferimento di 130 tonnellate provenienti da Albano Laziale, la protesta sembra essere solo all’inizio. I cittadini dei comuni ciociari promettono una strenua resistenza e affermano con forza di non voler essere «schiavi di Roma». I ricorsi al Tar non si sono fatti attendere, la situazione resta tesa.
Clini, dal canto suo, ha affermato: «Se qualcuno ha dichiarato il falso sulla capacità e il funzionamento dell’impianto di Colfelice mi rivolgerò all’autorità giudiziaria. Ho incaricato i carabinieri del NOE delle verifiche». Per oggi ogni tensione sembra temporaneamente sciolta, ma si prevedono giorni di muro contro muro. (Paola Polselli)

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