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L’arte visiva, domani apre D’Appollonio

Si apre ufficialmente domani nella Villa Comunale del Capoluogo la terza edizione della rassegna “L’Arte visiva contemporanea” con la personale di Elzio D’Appollonio. La mostra di D’Appollonio dal titolo “Pennello” verrà inaugurata alle 18 nella Villa Comunale e sarà visibile tutti i giorni fino al 31 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Fino al 1997 D’Appollonio non aveva mai dipinto, ma da giovane aveva preso a frequentare assiduamente gli studi di tanti pittori, la galleria Evangelisti di Frosinone e quella di Cassino, dove ebbe modo di conoscere Pistolesi e Stefanelli, allievi di Annigoni, allora impegnati nella decorazione dell’Abbazia di Montecassino al seguito del maestro. Strinse una forte e duratura amicizia con Di Vicaro, Antonio e Giacomo Belli, Francesco Costanzo, Russo, Peikov e molti altri. In tal modo divenne esperto su quello che avveniva in provincia sotto il profilo artistico. Infatti fu collezionista d’arte e pian piano la sua casa ospitò le opere dei maestri che suscitavano il suo interesse. La frequentazione degli amici pittori, che spesso vedeva all’opera, e il colloquio costante con le amate opere collezionate contribuirono fortemente a rafforzare la sua innata sensibilità artistica. In quei lunghi anni di apprendistato sicuramente immagazzinò nozioni, sperimentando con gli occhi e con la mente in maniera visiva e concettuale i processi operativi del fare arte che poi, in un particolare momento della sua vita gli sono tornati utili. Dal deposito visivo accumulato durante le frequentazioni di esperite sensazioni estetiche, Elzio forma il suo personale sostrato, intuisce la forza evocatrice dell’arte e la sua dinamis, ossia la potenza che il segno e il colore hanno nel rivelare la profondità dell’essere. E’ solo per pudore che Elzio non abbia reso “atto” ciò che in potenza sentiva prima del 1997. Il motivo esteriore del suo osare in pittura è molto intimo e commovente, perché nasce da un atto d’amore. D’Appollonio nella sua opera si affida completamente al fare pittura come ultima, estrema manifestazione di sé.

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