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Acea, le rivendicazioni del Comune di Atina

Atina dice no al gestore idrico, che apre al confronto. I cittadini vincono la loro battaglia grazie all’azione del sindaco Lancia.
La vicenda che ha condotto ai fatti odierni prese le mosse il 3 marzo 2004, quando l’allora sindaco di Atina, Natale Cerri, mediante un verbale preliminare di consegna delle opere, impianti e beni strumentali alla gestione del servizio idrico, di fognatura e depurazione di competenza del Comune di Atina, ritenne di dover trasferire ad Acea Ato 5 Spa gli impianti idrici, fognanti e di depurazione di proprietà dell’ente.
Questo passaggio venne effettuato con una certa leggerezza, tanto che il gestore accampò una serie di ingenti pretese economiche a carico del Comune di Atina, ritenendo la procedura imperfetta e in qualche modo “monca”.
L’attuale primo cittadino, Fausto Lancia, lasciandosi alle spalle anni di incomprensibile inerzia e con estremo pragmatismo, ha di fatto smontato le pretese di Acea Ato 5 avviando senza alcun timore il contenzioso con il gestore idrico. Bene, questa tenacia è stata premiata. Difatti, Acea Ato 5 Spa ha formalmente richiesto l’avvio di una procedura conciliativa, cui l’amministrazione comunale ha aderito. Lo scopo è la verifica e la ricognizione del patrimonio infrastrutturale dell’intero sistema idrico comunale e, quindi, l’adeguata valorizzazione dello stesso, nonché l’integrale abbattimento delle pretese risarcitorie. La “battaglia” legale comincia a sortire i suoi primi effetti positivi. Nel preminente interesse dei cittadini il contenzioso è stato da subito improntato ad ottenere non solo un beneficio certo, che manlevasse la popolazione dalle responsabilità di chi ha precedentemente gestito la cosa pubblica, ma è anche stato finalizzato alla corretta valorizzazione del patrimonio comunale, che è il reale frutto dei sacrifici di tutti gli atinati.
Di fatto, l’azione del sindaco Lancia ha ricondotto nell’alveo della legalità un’aspra contesa che nel tempo è stata oggetto di strumentalizzazioni cavalcate con demagogia e populismo al solo scopo di tutelare miopi interessi politici e piccoli personalismi, facendo perdere di vista il chiaro quadro normativo, cui evidentemente doveva sottostare anche il Comune di Atina. Infatti, non va dimenticato quali sono le reali pretese di Acea Ato 5, che ha reclamato un risarcimento di quasi 2.500.000 euro. Pertanto, il prossimo 25 febbraio sarà avviato il tavolo tecnico di verifica dal quale si auspica che vengano individuate le migliori soluzioni conciliative, che prima di essere avallate saranno sottoposte alla cittadinanza. Verità e impegno hanno spazzato via le barriere della menzogna. (Press Events – Comunicato Comune di Atina)

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