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Candidate donne, Consulta femminile chiede spazio

In una lettera indirizzata al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, la presidente della Consulta femminile regionale per le pari opportunità, Donatina Persichetti, e la promotrice dell’Appello Donne e Media, Gabriella Cims, segnalano «la perdurante “disattenzione” nei confronti delle candidate donne» all’interno dei programmi Rai.
«In questa campagna elettorale – si legge nella missiva – rimane sistematicamente marginale la presenza femminile nei talk show, nelle trasmissioni elettorali e in tutti gli altri spazi dedicati privando, di fatto, elettrici ed elettori della possibilità di formarsi un convincimento basato sulla conoscenza di tutte le proposte in campo, ivi comprese quelle avanzate dalle candidate».
La Consulta sollecita quindi «un pronto intervento affinché le candidate donne alla prossima tornata elettorale possano ottenere la visibilità e l’ascolto che loro spetta e affinché le istanze di cui esse sono portatrici possano trovare il giusto spazio all’interno del dibattito politico».
Promotrice insieme ad altre associazioni dell’Appello Donne e Media che ha portato all’inserimento di 13 articoli inerenti la par condicio di genere nel contratto di servizio Rai, la Consulta femminile del Lazio ricorda al presidente Zavoli gli articoli disattesi. In particolare, secondo le scriventi, «l’articolo 9 sull’offerta televisiva non ha ad oggi trovato applicazione concreta» laddove la tivù pubblica si impegna, per i «generi predeterminati di servizio pubblico» a produrre «trasmissioni idonee a comunicare al pubblico una più completa e realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del Paese, nelle istituzioni e nella famiglia, valorizzandone le opportunità, l’impegno ed i successi conseguiti nei diversi settori, in adempimento dei principi costituzionali».
A questo proposito si chiede di conoscere lo stato del progetto annunciato lo scorso marzo dal management Rai che si era impegnato a varare la programmazione di una dozzina di puntate dedicate al “Talento delle Donne”.
Infine, conclude la lettera, «gli esiti del monitoraggio annuale non potranno che essere desolanti e distanti dagli ambiziosi impegni con cui l’azienda aveva dato un segnale di responsabile volontà di migliorare lo status quo».

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