Atuttapagina.it

Casaleno, un anno di degrado

Se l’evento non fosse stato quasi drammatico e se lo spettacolo offerto non fosse tanto sconcio per una città Capoluogo di provincia questa mattina si sarebbe potuta organizzare una degna celebrazione per l’anniversario del crollo della copertura della tribuna dello stadio Casaleno. L’ex sindaco e quello attuale, Marini e Ottaviani, a braccetto con un paio di forbici tra le mani per il taglio del nastro. Assessori e consiglieri, vecchi e nuovi, a far da cornice. E un buffet a rendere più gustosa la manifestazione.
Però non c’è alcun nastro da tagliare e alcuna opera compiuta da inaugurare. A un anno esatto dal crollo della copertura del Casaleno, era la sera del 3 febbraio 2012, la situazione è la stessa di allora. Si dirà che il nostro territorio provinciale, e Frosinone in particolare, hanno problemi più seri da risolvere. Si obietterà che in fondo il Casaleno è semi nascosto e bisogna andare proprio a scovarlo per accorgersi di quanto successo un anno fa. Si affermerà: «Cosa volete che sia? Si tratta di un impianto che serve al calcio, non certamente alla collettività». Se tutte queste obiezioni dovessero porle gli amministratori locali, allora si potrà rispondere loro che il Casaleno è un simbolo. E’ il simbolo del degrado di questa città. E’ il simbolo del “rimandare continuamente a domani”.
La gara di appalto per la rimozione dell’intera copertura, anche la parte destra non ceduta sotto il peso della neve di un anno fa, è stata vinta da una ditta di Palestrina. Ad oggi però, dopo svariati sopralluoghi da parte dei tecnici del Comune e della stessa ditta, i lavori non sono ancora cominciati. E in questa situazione fa rumore il silenzio della società di calcio che usufruisce dell’impianto: il Frosinone. Quando, la scorsa estate, la Procura di Roma aveva posto i sigilli all’impianto, il Frosinone aveva prontamente fatto sentire la propria voce, reclamando quanto meno l’utilizzo degli spogliatoi e del campo. Da allora né il presidente Stirpe, né il direttore Salvini si sono più espressi pubblicamente per sbloccare lo stallo. Sulla carenza di pubblico allo stadio Matusa nelle partite di campionato la società però si fa sentire eccome. Sarebbe opportuno che faccia in modo di fare pressioni affinché quello stesso pubblico possa tornare a seguire gli allenamenti della squadra. (Gabriele Margani)

Nella prima foto di Luca Lisi la copertura appena ceduta sotto il peso della neve, nella seconda il Casaleno un anno dopo.

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni