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Elezioni, vince l’ingovernabilità

Ingovernabilità, è stata questa la parola chiave utilizzata per tutto il pomeriggio e la serata di ieri, una volta che si era capito che gli instant poll, che davano un buon margine di vantaggio alla coalizione di centrosinistra, si erano rivelati del tutto sbagliati. Ingovernabilità, in quanto in uno dei due rami del Parlamento, il Senato della Repubblica, l’alleanza di centrodestra, che fa capo a Silvio Berlusconi, ha tre rappresentanti in più (116 contro 113) rispetto a quella di centrosinistra. Che però, grazie al premio di maggioranza, alla Camera dei deputati ha i numeri per poter formare un governo: in questo caso sono 340 i parlamentari della coalizione di Pierluigi Bersani contro i 124 del centrodestra. Insomma, al Senato il centrosinistra dovrà assolutamente trovare degli alleati per poter far partire e portare avanti la legislatura. E l’unico gruppo che ha i numeri per formare con Bersani una maggioranza solida è quello del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che però ha già fatto sapere che non intende accordarsi con nessun partito. A questo punto cosa succede? Due sono le strade. O si torna immediatamente al voto, ipotesi però assai remota, oppure si forma un “governo di larghe intese”, ovvero un esecutivo che venga appoggiato dal centrosinistra e dal centrodestra. Questa soluzione troverebbe però il favore degli elettori? (Gabriele Margani)

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