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Festa della Radeca, una tradizione che si rinnova

In un momento particolarmente difficile per il nostro territorio, sotto diversi punti di vista, i cittadini di Frosinone dimostrano, ancora una volta, l’attaccamento alla propria terra e soprattutto alle proprie origini e tradizioni, motivo di orgoglio e magari di buon auspicio per tempi migliori. In quest’ottica, a pochi giorni dal carnevale, a Frosinone cresce l’attesa per un appuntamento oramai consolidato nella vita ed appunto nelle tradizioni dei frusinati prima e di tutti i ciociari poi. Fervono dunque i preparativi per il prossimo 12 febbraio, martedì grasso, quando si rinnoverà la “Festa della Radeca”, momento d’incontro che negli ultimi anni ha riacquistato il giusto prestigio in chiave storica, culturale e sociale, evento che richiama migliaia di persone da ogni centro della nostra beneamata Ciociaria. E non solo, viste le presenze di turisti di altre città italiane nelle ultime edizioni. La “Festa della Radeca” nasce ed inizia in uno dei quartieri storici della città, il Rione Giardino, Quartiere di Sant’Elisabetta, i cui abitanti sono da sempre custodi della memoria e degli antichi fasti di questa tradizione particolarmente sentita.
La mobilitazione carnascialesca parte daglie Giardine, grazie all’impegno ed al lavoro dell’Associazione Culturale Rione Giardino, e coinvolge tutti i quartieri del comune Capoluogo, i cui cittadini si sono dati già appuntamento per martedì alle 14, di fronte alla Chiesa di Sant’Elisabetta, pronti ad onorare la festa al grido di “Essegliè, essegliè, essegliè”. Un lungo corteo si snoderà per le vie del centro storico: ad aprire le danze i figuranti in abiti settecenteschi a rappresentare i personaggi storici ed i nobili del periodo in cui la città di Frosinone era occupata dalle truppe francesi (correva l’anno 1798), subito dopo i circoli di “radecari”, al cui centro vi sarà l’immancabile “pantanaro” con la sua “cima de broccole”, che brandendo festanti la classica “radeca” – foglia di agave, simbolo della festa – saranno accompagnati dalle bande musicali “Antonio Romagnoli” di Frosinone e “Adamo Bartolini” di Ceccano, da gruppi folkloristici e dall’immancabile carretto carico di botti di vino e dolciumi tipici. A chiudere il corteo festante ci sarà la tradizionale Carrozza, sulla quale siederà troneggiante il fantoccio del generale Jean Antoine Etiennè Vachier detto “Championnet”, sbeffeggiato protagonista del nostro Carnevale.
La storia infatti racconta che in seguito ad una violenta rivolta dei cittadini frusinati, all’inizio del 1799, le allora occupanti truppe francesi vollero vendicarsi nella maniera più cruenta possibile, facendo una strage di abitanti dell’antica Frosinone. Pochi mesi dopo, mentre il popolo in piazza festeggiava in nome della Radeca, giunse voce al Generale Jean Antoine Etiennè Vachier detto Championnet di istanza nella vicina Anagni, di una nuova insurrezione cittadina. Questo, con l’intento di una nuova e più dura repressione, arrivò alle porte di Frosinone, dove, invece di una folla inferocita, trovava un popolo festante. La leggenda racconta che lui stesso si sottomise al battesimo della “Radeca” e partecipò ai festeggiamenti. (R.M.)

Foto di Roberto Monforte

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