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Il coraggio di Rosy Canale raccontato a Frosinone

«Il nostro compito è far fiorire nelle coscienze una tale cultura diffusa di speranza da far nascere nella gente la voglia di essere un piccolo alberello con le radici diffuse nel terreno dove, intrecciando le radici di ognuno, otteniamo un circuito positivo». Con questo pensiero, ripreso da Monsignor Giancarlo Bregantini, Vescovo emerito della Locride, il Comitato Civico “Laboratorio Scalo” di Frosinone presenta un grande appuntamento dall’indiscussa valenza socioculturale, un incontro-testimonianza con Rosy Canale, che si terrà domani alle 21 presso il Cinema ARCI in Via Pierluigi da Palestrina a Frosinone. Rosy sarà poi presente il giorno successivo al Liceo Scientifico “Francesco Severi” per raccontare la sua storia agli studenti del biennio. Incontro cercato e voluto fortemente dalle insegnanti Caduto, Trento, Pizzutelli, De Mattia e Perrella nell’ambito del Progetto “Testimoni di Legalità”.
Nata e cresciuta a Reggio Calabria, mamma, imprenditrice, scrittrice, fondatrice e presidente del Movimento Donne San Luca e della Locride (www.donnesanluca.org). Nel 2004 viene ridotta in fin di vita per non essersi piegata ai clan di Reggio Calabria, che volevano fare del suo locale il quartier generale dello spaccio di cocaina. Non scappa dalla sua amata terra ma si trasferisce a San Luca, centro della Locride e roccaforte della ‘ndrangheta, dove inizia a lavorare aprendo prima una ludoteca, poi un laboratorio di ricamo e quindi una piccola fabbrica di saponi, attività nelle quali coinvolge solo donne del posto, molte delle quali disoccupate. Nel 2008 Rosy Canale fonda il Movimento Donne San Luca e della Locride: affermazione della cultura della legalità; lotta alle mafie; il decisivo ruolo delle donne nella quotidiana contrapposizione all’illegalità; le nuove idee per una positiva aggregazione dei giovani, mediante il lavoro e la formazione; la riabilitazione di una terra, la Calabria, troppo spesso demonizzata attraverso i soliti stereotipi, queste alcune prerogative ed obiettivi del movimento. Ad ottobre 2012 viene pubblicato, dalle Edizioni Paoline, il libro “La mia ‘ndrangheta”, scritto proprio da Rosy Canale con la giornalista Emanuela Zuccalà, nel quale si racconta non solo la storia personale di Rosy, la faida di San Luca o le dinamiche della criminalità organizzata calabrese, ma anche la voglia di riscatto di chi, come lei, ritiene che «se un seme riesce a germogliare nella roccia, allora può farlo ovunque». Della sua vicenda si sono occupate diverse e prestigiose testate internazionali, tra queste: Los Angeles Times, Seattle Post, Washington Post, Dagens Nyheter, The Guardian. Rosy Canale arriva da New York, dove oggi vive, a Frosinone per raccontare la sua storia e la sua esperienza.

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