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Incontro con il sassofonista Daniele Germani

Il nostro territorio è vivo, più che vivo. Pullula di vivacità culturale, di passioni individuali. Fortissimi guizzi di spensierata serietà e di giocoso coraggio scaturiscono spesso dalle anime più giovani. Daniele Germani, classe ’92, tempra allegramente ostinata e voglia di crescere nell’arte. Ha studiato sax al Conservatorio “Licinio Refice” col maestro Eugenio Colombo. Tra le tante esperienze e le collaborazioni, tra i viaggi e le esibizioni scanzonate nelle strade e nei locali di Bruxelles o di Boston, ricorda con piacere la prestigiosa Berklee Summer School at Umbria Jazz. Ciò che colpisce di lui, ciò che te lo fa osservare con ammirato silenzio, è l’umiltà unita a quella sottile luce di sfida, sempre così evidente nello sguardo giovane e limpido. Il tipico atteggiamento di chi impara l’arte e la mette da parte come bagaglio per la vita.
Quando hai scoperto l’amore per la musica e per il jazz?
«L’amore per la musica è nato presto. Avevo quattro anni quando iniziai a prendere lezioni di tastiera. A undici anni, poi, iniziai a suonare il sax nella banda del mio paese (Arce, ndr): da li iniziò l’amore per questo fantastico strumento, che mi fece cominciare con la musica classica, per poi arrivare al jazz».
Qual è stata l’esperienza più emozionante della tua carriera?
«Difficile scegliere l’esperienza più emozionante, ce ne sono state tantissime e ognuna ha cambiato un pezzo di me. Spero che il futuro mi porti nuove sorprese, incontri straordinari. Grazie a lei, la musica, ho conosciuto persone eccezionali, vissuto fantastiche esperienze, visto luoghi sempre diversi. La musica è incontro e movimento: tutto ciò che sono è il frutto della musica che ho ascoltato e che ho suonato».
Cosa consigli di fare ai ragazzi che, come te, si sono accorti di avere una profonda passione per qualcosa?
«Dico solo di crederci veramente, fortissimamente… Si può fare tutto, ogni cosa davvero: basta soltanto credere intensamente in quello che si fa. La dedizione nasce da questo, dalla profonda fiducia in ciò che sentiamo, così come lo studio e la serietà. Se non senti la passione dentro, non farai mai cose importanti. Devi ascoltare quella voce che parla dentro di te e che ti dice cosa fare».
Lasci una frase ai lettori del nostro giornale?
«Certo. Una frase di Charlie Parker: “La musica è la tua esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza. Se non fa parte della tua vita, non potrà uscire dal tuo strumento”». (Paola Polselli)

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