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Inquinamento, un tema da affrontare con serietà

Luciano Bracaglia, presidente dell’associazione Frosinone Bella e Brutta, ha posto l’attenzione su un increscioso problema del quale dovrebbe occuparsi l’amministrazione comunale di Frosinone. Sul sito dell’associazione il presidente Bracaglia chiede come sia possibile abbattere il livello di pm10 se in linea d’aria la distanza tra via Giuseppe Verdi, dove è ubicata la centralina di rilevamento dell’inquinamento ambientale, e via Valle Fioretta, dove si formano file interminabili di auto, non superi i cento metri. Nel gruppo facebook Aria pulita a Frosinone, gestito dall’associazione Frosinone Bella e Brutta, si parla in maniera più approfondita del tema dell’inquinamento dell’aria nel Capoluogo. In un post sul sito poi si fa presente come le domeniche ecologiche siano scarsamente utili per ridurre il livello di pm10. Il presidente Bracaglia spiega che «le auto che non circolano al centro si lasciano circolare in tutte le strade adiacenti, con file interminabili. Quindi, si è spostato il problema da una zona all’altra ma non si è eliminato». Inoltre, viene giustamente sottolineato come «si lascino circolare liberamente i mezzi Cotral che sono talmente vetusti, obsoleti, da inquinare più di dieci macchine messe insieme. Bisognerebbe non farli transitare nei centri urbani (come previsto dalla legge), ma farli arrivare nei parcheggi già autorizzati per le auto e da lì utilizzare le navette ecologiche verso le varie zone del centro». Infine bisogna ripensare gli sprechi dei riscaldamenti negli uffici pubblici e fare in modo di completare quei tratti stradali, come la nuova Variante Casilina Sud, che ridurrebbero drasticamente il traffico all’interno di Frosinone. Un’analisi, quella dell’associazione Frosinone Bella e Brutta, assolutamente da leggere perché invita ad una seria riflessione su ciò che si potrebbe fare circa un tema così importante per il Capoluogo. Il link al post è il seguente: http://frosinonebellaebrutta.blogspot.it/2013/01/le-domeniche-ecologiche.html. (Gabriele Margani)

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