Atuttapagina.it

Interrogatori di garanzia per il crac Midal

Sandro Silenzi, il commercialista frusinate a capo della Terme di Fiuggi Spa & Golf (nella foto), è agli arresti domiciliari da sabato scorso a causa di un suo presunto coinvolgimento nel crac della Midal, colosso operante nel settore della grande distribuzione alimentare. Si dimetterà se il giudice per le indagini preliminari dovesse confermare per lui la custodia cautelare; per ora dichiara con fermezza la propria innocenza. Il settantatreenne Silenzi, il quinto arrestato dopo Rosanna Izzi, Paolo Barberini, Ivo Lucarelli e Sergio Gasbarra, è coinvolto nell’affaire Midal in quanto revisore contabile della società latinense. I cinque arrestati per il rovinoso crac sono stati chiamati a giustificarsi davanti al giudice Costantino De Robbio. Ieri pomeriggio si sono perciò presentati al Palazzo di Giustizia, accolti da urla e insulti da parte di ex dipendenti indignati, per i dovuti interrogatori di garanzia. Dalle 15 alle 20 sono quindi volate accuse incrociate: ognuno dei cinque ha gettato la colpa su tutti gli altri, affermando la propria estraneità ai fatti. Ricordiamo che la Midal è stata dichiarata fallita, dal Tribunale di Latina, il 20 gennaio 2012. La pesantissima accusa rivolta agli arrestati è quella di aver dissimulato fin dal 2005 lo stato di gravissimo deficit della società, perseguendo una gestione assolutamente dissennata con la compiacenza degli organi di controllo ed effettuando ricorsi abusivi al credito. Il buco enorme nei bilanci, a danno dei creditori e di alcuni ex dipendenti, si tradurrebbe nella perdita di una cifra esorbitante: oltre dieci milioni di euro. La Procura avrebbe intercettato pagamenti eseguiti per prestazioni inconsistenti, per servizi inutili o mai svolti. Circa quattro milioni di euro sarebbero così evaporati nelle tasche di società estere. Bilanci falsificati, acquisti a prezzo gonfiato, paghe da capogiro per amministratori e consulenti, avrebbero fatto perdere ulteriori, ingentissime somme. Una presunta bancarotta fraudolenta le cui conseguenze da Latina si ripercuotono sulla nostra provincia. Fiuggi attende infatti, col fiato sospeso, di apprendere le sorti del numero uno dello stabilimento termale, sperando nell’arrivo di notizie positive per le stesse terme. (Paola Polselli)

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni