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La Regione non paga, stop al servizio ReCUP

Con disappunto i cittadini del Lazio apprendono che da oggi il servizio ReCUP, tramite il quale è stato finora possibile prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici presso le Asl regionali, non sarà più attivo. La cooperativa Capodarco, che da più di tredici anni gestisce il servizio associato al numero verde 80.33.33, ha infatti annunciato l’interruzione delle sue mansioni poiché in attesa di finanziamenti. La giunta Polverini non avrebbe pagato per tutto l’anno 2012 e la cooperativa lamenta come siano a rischio ben 700 suoi operatori, di cui molti disabili. Il centro unico di prenotazione per le prestazioni del Servizio Sanitario Regionale opera da anni per conto della LAit Spa, società pubblica a totale partecipazione regionale. Con una lettera indirizzata a Renata Polverini, al capo Dipartimento della programmazione e dell’ordinamento del Servizio sanitario nazionale Filippo Palumbo, nonché alle organizzazioni sindacali, la direzione della cooperativa ha annunciato il provvedimento. La Capodarco, che da anni si impegna per l’inserimento delle persone svantaggiate nel mercato del lavoro, non sembra davvero più disposta all’attesa dei pagamenti dovuti: Maurizio Marotta, il presidente, ha denunciato con amarezza la grave insolvenza regionale, reclamando mancati pagamenti per un totale di 18 milioni di euro. Da oggi quelle 20.000 persone al giorno che chiamavano il centralino dovranno prenotare ogni prestazione sanitaria presso gli sportelli delle strutture sanitarie. Il Segretario provinciale della Uil Fpl Roma, Paolo Dominici, ha annunciato per domani, dalle 10 alle 13, una manifestazione presso la sede della Giunta regionale, a tutela dei 700 lavoratori della Capodarco da oggi in mobilità. (Paola Polselli)

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