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Rifiuti, il Tar sospende il decreto Clini

Colfelice e la provincia di Frosinone possono gioire. Il Tar del Lazio ha bloccato il decreto Clini per la gestione dei rifiuti a Roma. Accogliendo la richiesta presentata dal Comune di Albano, dalla Provincia di Frosinone e dalla SAF, la società che gestisce il tmb di Colfelice, la sezione II bis del Tribunale, presieduta dal giudice Eduardo Pugliese, ha emesso un’ordinanza di sospensiva del decreto emanato dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che impone il trattamento di una parte dei rifiuti della Capitale negli impianti delle altre province del Lazio. Il Tar ha fissato al 6 giugno la decisione sul merito dei ricorsi. Nell’impianto di Colfelice e in quelli delle altre località della regione individuate nel decreto Clini – Albano, Viterbo e Castelforte – dunque non arriveranno più i rifiuti di Roma.
Prima che arrivasse la sospensiva del Tar nei confronti del decreto Clini, lo stesso ministro si era pronunciato così: «Se oggi il Tar accoglierà il ricorso contro l’uso dell’impianto di trattamento di Colfelice, il piano per salvare Roma dall’emergenza sarà compromesso». Il ministro non aveva certo espresso il proprio disappunto in maniera diplomatica, forte del rapporto del Nucleo Operativo Ecologico che aveva confermato i suoi sospetti. I carabinieri del Noe si erano infatti chiaramente pronunciati: ben otto impianti di trattamento meccanico biologico del Lazio sono, secondo la loro relazione, fortemente sottoutilizzati, perciò hanno l’obbligo di trattare i rifiuti indifferenziati provenienti da Roma. I carabinieri non avevano insomma  smentito le ragioni del controverso decreto. Clini ha manifestato la sua piccata reazione mentre, due giorni fa, comunicava il report del Noe: «I gestori di almeno tre impianti hanno dichiarato il falso, dunque verranno segnalati all’autorità giudiziaria. Ora tutti i gestori degli otto impianti di tmb e dei tre termovalorizzatori di Colleferro e San Vittore passati al setaccio dal Noe hanno 30 giorni per far funzionare a regime gli stabilimenti accogliendo i rifiuti non trattati della Capitale». L’ordinanza del Tar ha però bloccato le intenzioni del ministro. (Paola Polselli)

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