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Truffa ai danni di Equitalia

La Squadra Mobile di Frosinone e il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno partecipato alla maxi indagine “Low cost”, che ha condotto all’arresto di 15 persone, di cui undici ai domiciliari e quattro in carcere, e all’iscrizione di altre 42 sul registro degli indagati. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla concussione e corruzione, accesso abusivo alla banca dati di Equitalia, falso in atto pubblico. Una truffa che sarebbe stata condotta tra il Lazio, l’Umbria e l’Abruzzo. Il questore Giuseppe De Matteis e i suoi uomini hanno ricostruito le modalità con cui questo sistema fraudolento avrebbe operato anche nel nostro territorio: dipendenti Gerit Italia S.p.A., che si occupa di riscossione dei tributi per Equitalia, avrebbero provveduto alla cancellazione delle morosità dietro pagamento di grosse mazzette, equivalenti al 20% dei debiti. Con l’aiuto di “procacciatori”, ragionieri e commercialisti che avrebbero fornito i nomi e i dati di chi aveva debiti con Equitalia, sarebbe stato possibile contattarli e contrattare lo scambio. Al vertice del sistema, secondo le accuse, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, Giuseppe Crudo, e il suo collaboratore Raffaele Petrucci, che avrebbe tenuto registro delle segnalazioni dei “procacciatori”. Secondo le ricostruzioni, non appena il cliente provvedeva al pagamento, il funzionario cancellava dai sistemi la cartella esattoriale e stampava la ricevuta, apponendogli una dicitura giustificatoria del tipo “errore sui dati inseriti”. Trattandosi di presunte documentazioni false, la situazione debitoria resta attiva per tutti quelli che sono stati raggirati da questo sistema. (Paola Polselli)

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