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Frosinone, proposte sul trasporto pubblico locale

Girando per le strade del nostro Capoluogo, non sfuggono all’occhio vigile del sottoscritto ed al contributo di qualche intervistato le gravi situazioni che vivono quotidianamente gli utenti che usufruiscono del servizio urbano gestito dalla Società GEAF. Risulta quasi impossibile trovare i biglietti e soprattutto le informazioni, poiché ultimamente il punto informazioni viene aperto al pubblico solo negli ultimi tre e nei primi giorni di ogni mese, mentre negli ultimi venti anni lo ricordo sempre aperto, ad esclusione delle ore serali e nei giorni festivi. Capita spesso di vedere autisti GEAF assaliti dai viaggiatori, per strappare qualche informazione prima che gli stessi chiudano le porte per poi ripartire frettolosamente. Ancora oggi, ad esempio, non si è riusciti ad ottenere l’attesa della coincidenza con i treni che interessano le linee principali. Infatti capita spesso di arrivare alla stazione in treno e vedere la circolare che si allontana, per poi attendere in eterno sotto la pensilina il prossimo autobus. E’ secondo me una vergogna! Si viaggia molto spesso su autobus sovraffollati perché sottodimensionati. Gli autobus sono vecchi, sporchi e con un servizio a dir poco da terzo mondo. Non esistono autobus urbani a pianale ribassato, quindi muniti di pedana idraulica, come esistono nella maggior parte delle città, ed idonei a consentire un facile accesso alle persone anziane e soprattutto ai diversamente abili. Molti autobus, mi dicono alcuni dipendenti, superano i dieci anni, quindi non rispettano l’ambiente già parecchio compromesso in questa città. Ho chiesto a qualche autista di spegnere il motore durante la sosta e mi sono sentito rispondere che non possono, altrimenti i compressori si scaricherebbero e per farli ricaricare ritarderebbero le partenze. Per non parlare del pessimo servizio svolto durante il periodo estivo, con autobus di piccole dimensioni, sovraffollati e senza aria condizionata. Mi dicono anche che non esistono collegamenti con il complesso commerciale “Le Sorgenti”, oggi circondato da molteplici nuovi mega centri commerciali che hanno aumentato a dismisura il traffico automobilistico e, quindi, l’inquinamento. Qualcuno ci ha tenuto a ricordarmi che l’attuale sindaco, Nicola Ottaviani, in campagna elettorale, prese impegno e promise ai cittadini che avrebbe trasformato Frosinone «da paesone a città moderna, finalmente Capoluogo, punto di riferimento per i comuni del circondario e non più ultima ruota del carro, posizione regalatagli dall’amministrazione uscente». Disse inoltre: «Abbiamo la necessità di voltare pagina dopo anni di incuria, in cui si è abbassato in modo drammatico il livello della qualità della vita dei nostri concittadini».
Le strategie, in materia di trasporti urbani, devono tener conto degli effetti provocati dalla congestione del traffico sull’efficienza della città e, sul benessere e salute dei cittadini, del modo in cui un’eccessiva dipendenza dalle automobili riduce la mobilità delle persone che  forse userebbero i mezzi pubblici, ma sono sfiduciate perché trovano mille ostacoli. Per affrontare tali problemi la città deve adottare una strategia integrata, volta ad incentivare l’uso dei mezzi pubblici e delle mobilità sostenibili, con biciclette, camminate a piedi e perfino l’utilizzo delle auto in comune. «Troppe volte, in passato, le scelte dell’amministrazione comunale si sono rivelate frutto d’interventi privi di una visione d’insieme e, in alcuni casi, addirittura dissennati e fuori da ogni logica programmatica». I cittadini di Frosinone meritano un servizio urbano che si rispetti ed un nuovo piano del traffico ormai da tanti anni promesso ma solo agognato. (Luciano Bracaglia, presidente dell’Associazione Frosinone Bella e Brutta)

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