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Multiservizi, incontro in Regione per una soluzione

Un lungo proficuo incontro si è svolto ieri in Regione Lazio sulla vicenda Frosinone Multiservizi. Erano anni che si attendeva una giornata simile per cercare di comporre una situazione sfuggente e articolata con tutti gli attori seduti finalmente allo stesso tavolo.
Incontro voluto fortemente dai lavoratori, che ancora una volta in 70 hanno seguito le parti sociali al tavolo tecnico regionale, convocato due settimane prima proprio per non dare spazio a soluzioni altre prima di affrontare, con la nuova giunta regionale, il problema di una società che riguarda la vita di 300 persone e diciassette lunghi anni.
La giornata si apriva con una incomprensione tra Regione e parti sociali, le quali mal digerivano alcuni capannelli sospetti con il Comune di Frosinone. Infatti la Regione (rappresentata inizialmente da tecnici dell’Assessorato al Lavoro, Fontana e Angrisani, dalla giovane segreteria politica dell’Assessorato al Lavoro e dalla Longo, altro dirigente) si presentava con una posizione che sembrava riflettere e fare proprie alcune considerazioni del Comune di Frosinone (Piacentini, segretario e vicesegretario comunale, dirigente delle finanze): «La Multiservizi è morta, le cooperative sono l’unica strada, i salari non sono proprio indecorosi». In più Sviluppo Lazio aveva già deliberato la volontà di uscire come socio dalla Frosinone Multiservizi.
Serviva il lungo tavolo tecnico che si riuniva con tutti i soggetti (la Provincia con il dirigente Di Sora, Alatri con il segretario, un dirigente e la segreteria del sindaco, la Frosinone Multiservizi con i tre liquidatori e le parti sociali) a diradare finalmente le nebbie di anni di storie raccontate al fine di conseguire interessi particolari.
Tutti gli enti sono disponibili all’affidamento dei servizi alla Frosinone Multiservizi:
la Provincia ha battuto cassa soprattutto per la viabilità, ma ha decisamente affermato l’affidamento dei servizi e il recupero dei lavoratori non appena questi crediti avanzati alla Regione cominciano a rientrare;
il Comune di Alatri è a rimorchio degli altri, ma è sua ferma la volontà di perseguire la strada pubblica, avendo invitato, a loro volta, a presenziare all’incontro il responsabile della Servizi Strumentali, Di Cosmo, dove Alatri è socia al 15%, evidentemente per ribadire la volontà della strada pubblica;
il Comune di Frosinone, la cui voce era affidata in maniera anomala ad un politico, appunto Piacentini, rimaneva in attesa degli esiti regionali poiché non avrebbe escluso la strada della società pubblica, però ribadiva la volontà di affidare alle cooperative i servizi ora in attesa dei soldi della Regione;
la società dal canto suo si confrontava pubblicamente sull’aspetto economico-finanziario della società, sui debiti, sui crediti, sui creditori, sui debitori, facendo comprendere che il disavanzo c’è ma non è così ampio da non poter essere affrontato e che i debiti sono in larghissima parte con l’erario e con l’Inps. I crediti sono anch’essi ampi e comunque i soggetti creditori sono gli stessi soci.
Insomma, un quadro finalmente sgonfiato dalle litanie politiche sulla mancanza di fondi, sui problemi di bilancio degli enti soci e che, riassemblati con gli aspetti storico-giuridici di questi anni, appare possibile rimettere in piedi, considerando che la società pubblica in ogni caso dovrà far fronte ai debiti e gli enti non potranno giocare a nascondino con altre società o cooperative nel frattempo.
Un quadro completo anche grazie alla tenuta sindacale, che ha ribadito a chiare lettere:
– che si sta parlando di una società pubblica che fornisce servizi decisivi ed anche essenziali e che vede protagonisti oltre 300 persone;
– che salvando la Frosinone Multiservizi si possono salvare tutti insieme 142 persone di Frosinone, 36 di Alatri, 22 del progetto storico della Provincia, più tutti gli 84 del secondo appalto provinciale, i quali lavoratori sono in causa con l’azienda proprio per la reintegra e che questo causa un ulteriore debito per la società;
– che la Regione deve fare un passo indietro ritirando la delibera di uscita di Sviluppo Lazio dalla Frosinone Multiservizi e avere un ruolo propositivo oltre che di coordinamento;
– che la soluzione delle cooperative fortemente voluta dal Comune di Frosinone sembra andare più incontro alle esigenze di appalto delle cooperative che invece alla dignità del salario e al necessario e sufficiente espletamento dei servizi.
Al termine della giornata, dopo la verbalizzazione della Regione, questa annunciava che c’erano finalmente tutti gli elementi sufficienti per rimettere la vertenza a disposizione dell’Assessorato competente e da lì in Giunta e annunciava, dopo richiesta sindacale, un nuovo tavolo politico nei prossimi giorni che dovrebbe finalmente far luce su quali strumenti contare per garantire servizi e lavoro.
Tutti ravvisavano un necessario passo per la proroga della CIG in deroga, non appena il governo stanzierà i fondi. In altra maniera la situazione al 30 aprile sarà tragica.
E mentre il Comune di Frosinone continuerà a pressare i lavoratori attraverso comunicazioni singole per farli aderire “spontaneamente” alla soluzione cooperative, i lavoratori si riuniranno domani al campo CONI dalle 12:30 per confrontarsi sulla situazione generale e per cercare di guadagnare ulteriore indispensabile tempo. (Comitato di Lotta)

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