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Cultura, Bianchi per la valorizzazione delle province

Sanare i 43 milioni di euro di debito accumulati nel corso degli ultimi anni; metter mano alla legge per lo spettacolo dal vivo, a quella sul cinema e alla normativa su biblioteche, archivi e musei; fare una mappatura di tutti gli spazi non utilizzati per poterli mettere a disposizione di chi produce cultura; promuovere l’apertura di officine culturali e la valorizzazione dei grandi attrattori. Queste le priorità di intervento illustrate dall’assessore alla Cultura e alle politiche giovanili Lidia Ravera alla commissione Cultura, diritto allo studio, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, spettacolo, sport e turismo del Consiglio regionale del Lazio riunitasi questo pomeriggio.
In apertura dei lavori il presidente della commissione Eugenio Patanè (Pd) ha annunciato la prossima convocazione di una serie di audizioni con gli altri assessori competenti «perché la commissione possa diventare un crocevia di discussione, confronto e proposta sui temi dello sviluppo della persona e del rilancio del nostro territorio». Prioritario, per Patanè, «lavorare ad un Piano regionale della cultura e procedere ad una serie di iniziative indispensabili ed urgenti, quali l’apertura e il recupero di siti archeologici, artistici e naturali; l’utilizzo di spazi pubblici inutilizzati come nuovi luoghi di incontro e produzione culturale; la definizione di nuove leggi di settore».
Dall’assessore Ravera, innanzitutto, l’impegno a pagare i debiti ereditati. Annunciate inoltre una serie di iniziative finalizzate a raggiungere l’obiettivo di «mettere il maggior numero possibile di cittadini nelle condizioni migliori per godere della cultura». Per far questo l’assessorato procederà ad una mappatura dei luoghi e degli edifici non utilizzati – «che possono essere affidati all’associazionismo culturale» – e ad un’anagrafe dei gruppi che spontaneamente fanno cultura nel territorio regionale. Tra i primi interventi in programma anche la riforma delle leggi sullo spettacolo dal vivo, sul cinema e su biblioteche, archivi e musei e l’apertura di officine creative e la promozione dei grandi attrattori culturali, quali motori di sviluppo, occupazione e valorizzazione dei territori.
L’iniziativa di procedere ad una mappatura dei luoghi e di assegnare gli spazi inutilizzati alle piccole associazioni è stata particolarmente apprezzata dalle consigliere della Lista per il Lazio Rosa Giancola e Marta Bonafoni, mentre Michele Baldi (Lista Zingaretti) ha posto l’accento sulla grande opportunità che rappresentano le officine culturali, anche in termini di occupazione giovanile, e Gianluca Perilli (M5S) ha messo in evidenza la mancanza nel Lazio di scuole di formazione per i mestieri del cinema e dello spettacolo. Il vicepresidente Cristian Carrara (Per il Lazio) ha chiesto di investire anche sulla formazione di chi «consuma cultura» e ha sottolineato la necessità di un’azione congiunta tra politiche culturali, dello sviluppo economico e del turismo, come auspicato anche da Francesco Storace (La Destra). Dall’altra vicepresidente, Olimpia Tarzia (Lista Storace), è giunto l’invito ad investire sulla formazione dei giovani, valorizzando le esperienze spontanee e fornendo gli strumenti per acquisire competenze, mentre Daniela Bianchi (nella foto, Per il Lazio) ha posto l’accento sulla necessità di valorizzare le esperienze che provengono dalle province e Gaia Pernarella (M5S) ha sollecitato interventi tesi a sburocratizzare le procedure amministrative, mentre in tema di promozione turistica ha auspicato azioni non invasive e tese a valorizzare il territorio.

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