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Fondi Pdl, tre anni e quattro mesi a Fiorito

Franco Fiorito, ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per peculato e interdetto per cinque anni dai pubblici uffici.
Insieme con Fiorito, per concorso in peculato, sono stati condannati due suoi collaboratori. In particolare, a un anno e cinque mesi di reclusione è stato condannato Bruno Galassi, a un anno e due mesi Pierluigi Boschi. Questi sono stati condannati con patteggiamento. Per Fiorito il pm Alberto Pioletti aveva chiesto cinque anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici.
«Io non ho rubato nulla, quei soldi li ho ricevuti tramite delibera. Per questa vicenda ho fatto fin troppo carcere. Durante il processo abbiamo dimostrato, documenti alla mano, di non aver commesso alcun peculato. Ci auguriamo ora che la sentenza in appello venga corretta», si sfoga Fiorito.
L’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio precisa che per ora non ha alcuna intenzione di tornare in politica. «Mi metterò invece a fare il filantropo», dice. Poi parlando del carcere spiega che si tratta «di un’esperienza terribile che non auguro a nessuno. E’ sicuramente un passaggio che avrei evitato». Sempre riferendosi all’accusa che gli è stata mossa, Fiorito precisa che quei soldi non li ha spesi «per viaggi, auto e acquisto di immobili. Tutto quello che era stato scritto prima è stato ora definitivamente cancellato. Io continuo a ricevere attestati di solidarietà da ex consiglieri regionali e da sindaci, ma non dai grandi dirigenti del Pdl».
Accennando poi all’inchiesta in corso da parte della Procura di Roma sulle spese che sarebbero state fatte da altri consiglieri regionali, Fiorito dice di «non aver accusato nessuno, ma ho solo raccontato di un sistema. Spetta ai pm fare chiarezza. Avendo già restituito i soldi oggetto dell’accusa, in questo momento sono l’unico politico che non ha preso soldi dalla Regione Lazio».
Con la sentenza pronunciata oggi dal gup Rosalba Liso si è conclusa in primo grado una vicenda processuale cominciata il 2 ottobre dello scorso anno quando Fiorito fu arrestato perché accusato d’aver sottratto oltre un milione di euro dalle casse del gruppo. Fiorito, difeso dagli avvocati Carlo Taormina ed Enrico Pavia, si è già impegnato a restituire 1 milione e 90 mila euro, cifra concordata con la Corte dei Conti il 18 aprile scorso.
Contro Fiorito erano costituiti parte civile la Regione Lazio con l’avvocato Francesco Scacchi e per il gruppo Pdl l’avvocato Agostino Mazzeo.
«Fiorito – osserva Mazzeo dopo la sentenza – ha dapprima vertiginosamente sottratto al gruppo risorse per il suo fabbisogno e poi, non pago, una volta destituito dagli stessi colleghi, ha inscenato l’inverosimile cercando di far passare le colpe proprie come colpe altrui». La sentenza, osserva, «è soddisfacente soltanto dal punto di vista puramente tecnico e giuridico». (Adnkronos)

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