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Frosinone, lo sfogo dei tifosi alla ripresa

Il mediocre finale di stagione e un episodio verificatosi domenica al termine della partita contro il Viareggio hanno acuito la delusione dei tifosi del Frosinone. Nel pomeriggio un piccolo gruppo di sostenitori ha raggiunto lo stadio Matusa, dove la squadra era impegnata nella ripresa degli allenamenti. Dalla tribuna alcuni giocatori sono stati apostrofati per un rendimento al di sotto delle aspettative e per un episodio che ha avuto luogo dopo la gara di domenica scorsa. A Viareggio un tifoso del Frosinone, con moglie e figlio al seguito, ha chiesto una maglia per il bambino, che però è stata negata da più di qualche giocatore. Il fatto è arrivato fino a Frosinone e oggi alcuni calciatori (Blanchard e Cesaretti soprattutto) sono finiti nel “mirino” dei tifosi.
Ha lasciato perplessi il fatto che nessun dirigente abbia fatto da “mediatore” tra i tifosi e la squadra. Una società professionistica degna di essere definita tale dovrebbe fare in modo di ricomporre qualsiasi incomprensione, anche a tutela degli stessi tifosi e dei propri tesserati. In questo tipo di situazioni un dirigente ha, o dovrebbe avere, l’autorevolezza e anche l’esperienza giusta per poter parlare ai tifosi e mediare appunto tra le diverse componenti. E si poteva porre rimedio all’episodio di Viareggio contattando il tifoso e regalando a suo figlio una maglia, con le scuse per lo spiacevole gesto. Ma nel Frosinone a queste cose non si pensa. O forse si fa finta di non pensarci. (Gabriele Margani)

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