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Frosinone, resta solo la maglia

“Da sempre tifiamo solo la maglia e chi la onora”. Con questo striscione i (pochi) tifosi del Frosinone hanno accolto la squadra al momento dell’ingresso in campo nell’ultima partita casalinga. Una scritta che testimonia il pensiero di quei sostenitori che in questa caldissima domenica hanno preferito i colori giallazzurri alla Serie A o a una giornata di mare. E che hanno vissuto un’altra delusione, forse la più pesante di questa stagione.
In un clima surreale, con un Matusa semivuoto e il silenzio rotto da qualche insulto piovuto sulla testa di alcuni giocatori, è andato in scena l’ultimo match dell’anno per quanto riguarda le gare interne. Il Sorrento ha letteralmente “passeggiato” sul Frosinone, non se ne abbia a male qualche giocatore particolarmente permaloso…
E’ vero che le motivazioni erano differenti, però si era detto per tutta la settimana che il Frosinone avrebbe onorato l’appuntamento. Lo avevano detto, innanzitutto, tecnico e giocatori, che avevano assicurato sull’impegno della squadra. Adesso nessuno venga a dire che sia stato fatto il massimo, perché prendere quattro gol (a due) dalla squadra ultima in classifica vorrebbe a quel punto dire che il Frosinone è tecnicamente inferiore rispetto al Sorrento.
Si sta concludendo una stagione nella quale i canarini stanno scivolando sempre più giù in classifica. Domenica prossima c’è il serio rischio che il Frosinone si ritrovi nella parte destra della graduatoria, concludendo il campionato al nono posto, visto che la Paganese e il Gubbio possono scavalcare la squadra di Stellone impegnata sul campo di un Viareggio affamato di punti salvezza.
Si sta concludendo una stagione, soprattutto, che sembra simile a quella dell’anno scorso e a quella di due anni fa. Con la società che fa la voce grossa con la “solita stampa negativa” – e francamente questo leit motiv inizia a stancare – e concede troppe libertà ai propri tesserati, che qualche “peccatuccio” commesso durante l’anno da farsi perdonare ce l’hanno.
E allora resta, per fortuna, solo la maglia. Quella nella foto di Luca Lisi. Quella che non passa mai. (Gabriele Margani)

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