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Globo Sora, un successo… di squadra

All’interno della società Argos Volley, oltre ai patron Giannetti, al presidente Vicini e al ds Vitullo, ci sono delle persone che ogni giorno si prendono delle responsabilità importanti, in settori diversi ma principali motori della macchina Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Sono il team manager Adi Lami, la responsabile comunicazione e marketing Carla De Caris, il responsabile del settore giovanile Maurizio Colucci e il responsabile dell’immagine e della comunicazione grafica Rosario Capobianco.
È proprio il ds Alberico Vitullo a guidarci in questo viaggio alla scoperta dello staff dell’Argos Volley e dei suoi uomini di fiducia: «Queste persone si occupano di settori diversi, ma comunque collegati tra loro e quindi, oltre alla responsabilità di prendere decisioni e compiere operazioni importanti, devono innanzitutto collaborare. Il feeling e il viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda permette a questi responsabili di ottenere un buonissimo lavoro in team dai risultati ottimi che positivamente si ripercuotono su tutto il visibile della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Ovviamente in questi anni non è stato mai tutto rose e fiori, si sono avute delle divergenze di opinioni e di vedute, ma a dei professionisti come loro è sempre bastato ragionarci un pochino per venirsi incontro e alla fine il risultato ha sempre soddisfatto le esigenze e le direttive societarie. La caratteristica che li accomuna è che sono i nostri uomini di fiducia, quelli su cui puoi contare ciecamente!».
Adi Lami sta per iniziare la sua quarta stagione come team manager della Globo. «Ricordo perfettamente – racconta Vitullo – quando Adi è subentrato a Maurizio Panarello: ci facemmo una chiacchierata veloce e fugace nell’allora nostro campo di allenamento sorano, il Pallone tensostatico, quando ancora per disputare le gare migravamo a Frosinone, e senza batter ciglio la sua risposta alla mia proposta fu immediatamente sì. Adi è innamorato del suo lavoro e alle volte anche troppo, perché in alcune situazioni eccede, sempre in maniera molto positiva ovviamente. È il team manager che tutti vorrebbero: è una persona precisa sull’organizzazione delle cose di sua competenza, non fa mancare mai nulla ai giocatori durante la loro permanenza a Sora ed è un ottimo raccordo tra squadra e resto della società e viceversa. Per questo la sua figura è molto importante all’interno del nostro staff. Io non sono abituato a fare i complimenti vis-a-vis, però spesso, anche insieme al presidente Vicini, ci è capitato di parlare del lavoro importante che quest’anno Adi ha svolto, un lavoro particolarmente difficile soprattutto nella parte che ha riguardato il rapporto con tutti e dodici i nuovi giocatori oltre che gli allenatori. Nonostante ciò ed altre problematiche che avrebbero davvero fatto perdere la testa a chiunque, Adi è stato veramente molto bravo e preciso come nel suo più classico stile».
«Carla De Caris è arrivata all’Argos Volley contemporaneamente a me, cioè nel primo anno di Serie A del Sora. È stata chiamata da Gino Giannetti a ricoprire un ruolo importante nell’area marketing, ruolo che ancora oggi esercita occupandosi degli sponsor, poi il resto, tutto quello che le vedete fare oggi come responsabile comunicazione e marketing, è arrivato per gioco o quasi per scommessa, che all’epoca alcuni davano per persa. Alla prima gara di campionato a Castellana Grotte, infatti, le chiesi se le andava di fare il nostro addetto stampa solo per raccontare le partite in trasferta e lei piangendo disse “grazie”. Dopo poche settimane divenne l’addetto stampa della Globo a tutti gli effetti e l’anno seguente la responsabile della comunicazione e del marketing. Con il tempo è andata sempre migliorando e continua a farlo e questo è sotto gli occhi di tutti; il mio sesto senso ha avuto ragione, perché lo sapeva che Carla sarebbe stata una scommessa vinta in partenza. Quando le chiedi una cosa e lei ha risposto si, puoi dormire sonni tranquilli che porterà a termine il suo compito nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi e se mai dovesse avere un dubbio non gioca al gioco delle probabilità, ma umilmente chiama e chiede se va bene come ha pensato o anche “come si fa”. Carla è una di quelle pochissime persone alle quali devi soltanto chiedere quello che vuoi, l’obiettivo finale, il come farlo lo trova lei senza creare problemi. È capace di scrivere un articolo lungo una pagina di giornale da una semplice frase che le dici, fa apparire sempre tutti buoni e belli e anche quando la squadra viene letteralmente asfaltata, non scrive mai che hanno perso e in questo il suo lavoro lo fa benissimo. Tutto questo può farlo grazie alla sua grande passione e al suo grande cuore che ci mette sempre in tutto quello che fa e quando leggi due righe scritte da lei, lo senti. Inoltre dà una grossa mano alla realizzazione di tutto quello che gira attorno ai patron e quindi a quello che è il mondo Globo, organizzando tutto quello che è a latere della pallavolo, tutte le manifestazioni che comunque portano il nome Globo. Sono soddisfatto e orgoglioso di Carla, che rappresenta una delle figure professionali che abbiamo all’interno della società».
«Anche Rosario, come Carla, ci fa apparire belli agli occhi di tutti quelli che ci guardano e mentre Carla lo fa con le parole, lui con delle bellissime immagini e grafiche. È una persona molto paziente verso le continue richieste societarie, della proprietà o dell’area marketing, non limitandosi mai a una sola idea, ma proponendo diverse opzioni sempre tutte valide, mettendo il richiedente nella condizione di poter scegliere su una validissima gamma di proposte l’idea migliore o, meglio, l’immagine migliore che poi andrà comunque a rappresentare la Globo. Anche lui è un professionista nel suo settore ed è una persona importantissima del nostro staff».
«Maurizio Colucci alle volte mi sembra che venga sottovalutato per tutto quello che fa, perché è una persona che ci capisce moltissimo di pallavolo non solo nel settore tecnico giovanile, dove ricopre il ruolo di responsabile, ma anche di quella ad alti livelli: è un grande conoscitore di tecnica. Se gli facessimo l’analisi del sangue, assieme a tutti i vari valori, ne uscirebbe uno nuovo, quello del volley, perché lui la pallavolo ce l’ha nel sangue. La cosa che in tutti questi decenni di esperienza ancora non ha imparato a fare è dire di no. Lui annuisce sempre anche per non scontentarti, ma magari poi quella cosa che gli hai chiesta non può farla, ma è un lato del suo carattere. Ha due pregi fondamentali, quello di essere un gran lavoratore e su questo punto nessuno potrebbe dire il contrario, e quello di capirci davvero tanto di pallavolo dimostrandolo anche con l’ottimo lavoro svolto con il settore giovanile sorano. Ha infatti raggiunto dei risultati importantissimi con i suoi gruppi, a partire dalla Serie D, che è un campionato regionale duro che lui sta affrontando con la squadra più giovane del torneo, la quale sta disputando i quarti di finale play-off promozione; ma anche il vincente percorso fatto con i ragazzi under 17 che si sono eletti campioni provinciali dopo aver chiuso il campionato al vertice e aver vinto la final four».

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