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Il Frosinone sceglie il silenzio

Ufficialmente non si tratta di silenzio stampa, ma ne ha tutte le caratteristiche. Nell’ultima settimana di campionato il Frosinone ha deciso di non parlare: le consuete interviste sono state cancellate, compresa quella della vigilia di Roberto Stellone. La comunicazione è arrivata in mattinata, con un breve messaggio: “Si comunica agli organi di stampa che le conferenze stampa settimanali con i calciatori e con il tecnico sono state annullate”. Nessuna motivazione è stata fornita affinché si capisse qualcosa di più di questa decisione. In un primo momento erano state programmate le conferenze stampa con Zappino e Blanchard nella giornata odierna e di Stellone in quella di sabato, giusto alla vigilia dell’ultima partita della stagione contro il Viareggio. Nessuno di loro ha parlato o parlerà in questa settimana e neppure lo faranno al loro posto i dirigenti, la cui presenza in sala stampa sarebbe risultata graditissima.
La decisione presa dalla società merita rispetto, però francamente si fa fatica a condividerla. E’ proprio nei momenti negativi che un club dovrebbe “aprirsi” e accettare il confronto con i mezzi di informazione, che svolgono il ruolo di “tramite” verso i tifosi. E, va aggiunto, appare una misura esagerata anche la scelta di svolgere gli allenamenti a porte chiuse – quello di ieri e i prossimi di venerdì e sabato – con il campionato che per quanto riguarda il Frosinone non ha più niente da dire.
Eppure mai come quest’anno si era partiti con il piede giusto. L’onestà con la quale la società aveva dichiarato gli obiettivi stagionali era stata apprezzata da tutte le componenti, che avevano condiviso quello che sembrava ad una rapida occhiata un ridimensionamento ma che a ben guardare appariva come la nascita di un vero progetto: abbattimento dei costi, abbassamento dell’età media della squadra e via libera alla valorizzazione dei prodotti del proprio vivaio. I brillanti risultati di inizio stagione hanno, però, fatto smarrire la giusta rotta e si è tornati al passato, con i giovani che sono quasi del tutto spariti e i più maturi protagonisti della retrocessione di due anni e del mediocre campionato scorso che si sono presi la scena. Con risultati insufficienti. (Gabriele Margani)

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