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Multiservizi, cosa succede adesso?

Il Comune di Frosinone ha affidato dal 26 aprile, per 5 mesi, 11 servizi pubblici non a rilevanza economica, oggi con contratti in proroga alla società partecipata Frosinone Multiservizi spa, a cooperative sociali di tipo B, proponendo contratti part time a tempo determinato con i lavoratori, che invece hanno contratti part time a tempo indeterminato, dal 2011 in CIG in deroga per parte dei lavoratori.
La situazione, però, non appare chiara ai lavoratori che, in massa (oltre 110 su 142), non hanno aderito alle cooperative e sono rimasti a casa, più precisamente in piazza a protestare.
Dal 30 aprile anche la CIG è terminata. I lavoratori – anche quelli di Alatri e la Provincia – non hanno nemmeno più l’ammortizzatore sociale. Rimangono a disposizione dell’azienda che deve avviare l’ultima fase della procedura di licenziamento (fase amministrativa) che durerà un mese, fino alla fine di maggio dunque. I lavoratori saranno quindi pagati per intero – oltre 500 mila euro – dall’azienda senza fare nulla?
Nel frattempo i dipendenti di Frosinone, che hanno optato per le cooperative, dal 1° maggio sarebbero avviati al licenziamento dalla Frosinone Multiservizi oppure a dimettersi dalle cooperative dopo appena cinque giorni.
Un bel caos: come uscirne? Con il rinnovo della CIG, come promesso dalla Regione Lazio proprio ieri, quando «Regione, sindacati e associazioni datoriali hanno raggiunto l’accordo di prorogare fino al 30 giugno gli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità».
Tutti quindi spasmodicamente attendono la nuova CIG, che sarà formalizzata non prima del 15 maggio. Tutti, proprio tutti: i lavoratori che non hanno aderito alle cooperative per non rimanere fuori anche dalla Frosinone Multiservizi e da forme di indennità; quelli che invece hanno aderito per vedersi appunto licenziati dalla Frosinone Multiservizi e non concludere mestamente i giorni nelle cooperative, dove hanno un contratto a tempo determinato; la Frosinone Multiservizi e gli enti soci per non dover pagare salari pieni per un mese a tutti i 274 lavoratori a libro paga.
Ma sarà certa la prosecuzione della CIG? Cosa risponderà la Regione davanti alle scelte già in atto dell’amministrazione comunale di Frosinone, la quale era stata più volte invitata ad attendere prima di lanciare l’esternalizzazione con le cooperative?
Nel frattempo i servizi sono erogati col contagocce: al servizio di manutenzione ordinaria degli immobili, attività di supporto alle manifestazioni, le attività sono ferme. Il museo archeologico è chiuso privo di personale. La biblioteca comunale sita presso la Provinciale non ha addetti; le attività di supporto amministrativo sono scomparse; gli amministrativi “aderenti” sono ancora in attesa di sistemazione sui servizi; il servizio di supporto alla gestione funzionale degli impianti sportivi e agli eventi culturali e di spettacolo vede solo due persone al lavoro; il verde pubblico è svolto da due soli lavoratori su tredici; il servizio di controllo del territorio e manutenzione e sorveglianza dei parcheggi è fermo, con conseguente danno economico per la città. L’ascensore inclinato è provvisoriamente in mano a altro soggetto ancora. I servizi di ordinaria della viabilità e dell’arredo urbano e quello della segnaletica sono senza lavoratori e mezzi.
Gli unici servizi che mantengono il minimo di attività sono quelli di assistenza agli scuolabus, a cui si fa ricorso con appalti a soggetti terzi, gli asili nido a cui il consorzio Parsifal aggiudicatore mantiene il minimo di servizi sufficienti per l’ospitalità dei bambini e il servizio cimiteriale, che è svolto da una parte degli addetti impegnati nel passato.
Un quadro dell’erogazione dei servizi che dovrebbe essere garantito dalle singole cooperative e consorzi aggiudicatrici degli appalti. Ma quali impegni hanno esse davanti ad una così forte opposizione dei singoli lavoratori? Il bando parla chiaro: i posti sono riservati al personale Multiservizi di Frosinone, come possono affidare tali attività ad altri?
Ma perché questi “lavativi” lavoratori della Frosinone Multiservizi non accettano? I lavoratori ritengono, tra le altre cose, che la mancata attivazione delle necessarie procedure per il passaggio dei lavoratori e per l’offerta lavorativa determini che le garanzie di mantenimento del diritto più importante, quello del tempo indeterminato, sia stato leso con la proposta del contratto temporale: alla fine di questi mesi di lavoro le cooperative manderanno i lavoratori a casa senza alcun appello.
Garanzie e procedure trasparenti oltre a impegni precisi davanti all’intera platea dei lavoratori della Frosinone Multiservizi, che non sono solo i 142 di Frosinone, bensì anche quelli di Alatri e la Provincia, questo chiedono le oo.ss. e i lavoratori in questi giorni di costante, determinata presenza sotto il Comune di Frosinone.
Ma di più. Dalla prossima settimana i lavoratori, a dimostrazione dell’assurdità di dover essere pagati senza lavorare, metteranno a disposizione le loro braccia, le loro competenze, le loro professionalità per tornare alle precedenti attività ed aiutare la città nello svolgimento dei servizi. Un passo verso le esigenze della cittadinanza, al quale si spera si risponda con una apertura verso le esigenze dei lavoratori. (Comitato di Lotta)

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