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Multiservizi, lettera aperta dei lavoratori

I lavoratori della Frosinone Multiservizi hanno scritto una lettera aperta ai consiglieri regionali e a quelli del Comune di Frosinone, lanciando un accorato appello affinché si arrivi a una soluzione positiva di una vicenda nella quale loro stessi – i lavoratori – sono le vittime incolpevoli.

Caro Consigliere,
i lavoratori della Frosinone Multiservizi Le scrivono per la nota vicenda che li vede purtroppo protagonisti, e ora senza lavoro, dopo 17 anni di ininterrotto impiego.

Si premette che la Società Frosinone Multiservizi e i lavoratori sono oggetto da tempo di attacchi volti alla delegittimazione e alla esclusione dalla gestione dei servizi, riscontrabile anche nelle premesse della DGC 96/2013, dove sono escluse, immotivatamente, dagli affidamenti sia la Frosinone Multiservizi, sia la Servizi Strumentali. E’ il Comune quindi che non vuole più utilizzare queste due società e non la Regione, come invece evidenziato da ultimo, intempestivo comunicato stampa dell’Ente. Comunicato che giudica negativamente e con forte livore una non ancora definita e ufficiale proposta – che avverrà venerdì – della Giunta della Regione Lazio, facendo, quest’ultima, oggetto anche di critiche gratuite e pesanti;

tenuto conto che invece si sarebbe potuto continuare l’attività con la stessa Frosinone Multiservizi almeno fino a definitiva scelta per l’affidamento dei servizi senza determinare alcun drammatico cambiamento, avendo per sé anche il riconoscimento dell’ammortizzatore, cassa integrazione in deroga, oggi non ancora certo, per coprire le ore che l’Ente Comune aveva comunque fortemente ridotto facendo precipitare i salari sotto la metà della soglia di povertà;

considerato che il percorso avviato con la delibera di GC 96/2013 del Comune di Frosinone, Approvazione Avviso pubblico per la manifestazione di interesse da parte delle cooperative sociali di tipo B iscritte nell’elenco regionale, pur apparendo in molte sue parti viziata da interpretazioni forzate della vicenda e della legislazione che avvolge le società in house e in specifico modo la società Frosinone Multiservizi, ha determinato, che:
a) la scelta dello strumento delle cooperative sociali di tipo B iscritte nell’elenco regionale, utilizzato per una deroga alle regole ordinarie dettate dal Codice dei contratti per gli appalti sotto soglia, che prevede uno specifico iter per il reinserimento di lavoratori svantaggiati, sembra essere stato concepito più per una deroga appunto alle regole ordinarie per gli appalti, che per il reinserimento di lavoratori svantaggiati, poiché i lavoratori stabilizzati della Frosinone Multiservizi, così come inteso dalla legislazione corrente, non risultano rientranti in tale tipologia;
b) l’operazione di ricorrere alle cooperative risulta essere un vero e proprio “subentro”, visto che i servizi da affidare sono gli stessi per attività, qualifiche e numero di lavoratori a quelli in essere alla Frosinone Multiservizi spa. Un “subentro” però che non prevede lo strumento principale di garanzia del futuro dei lavoratori, la continuità del rapporto di lavoro, visto che le cooperative offrono contratti a tempo determinato;
c) i lavoratori sono ancora in attesa di corrette e legittime convocazioni da parte delle cooperative, dopo che in sede di Direzione Territoriale del Lavoro di Frosinone Vertenza n. 7/13 del 23 aprile, Maestranze C/coc. Multiservizi spa Frosinone in liquidazione vi è stato un rinvio. Le ragioni che hanno portato a tale rinvio sono tuttora, e drammaticamente, in essere. In particolare allo stato non è in essere l’ammortizzatore in deroga che solo sostanzia il requisito della temporaneità, ovvero che lascerebbe intatte le possibilità del mantenimento del rapporto di lavoro con la società Frosinone Multiservizi per la quale ci si sta adoperando in sede regionale per un possibile piano di rilancio;
d) il bando che ricorre alle cooperative sociali, allegato alla delibera di GC 96/2013 del Comune di Frosinone Approvazione Avviso pubblico per la manifestazione di interesse da parte delle cooperative sociali di tipo B iscritte nell’elenco regionale, stabilisce, ai criteri di selezione, che il personale che la società dovrà impegnarsi ad assumere sarà quello «del bacino LSU confluito nella società Frosinone Multiservizi spa in liquidazione». Altri invece stanno sostituendo il personale deputato ad occupare quei posti;
e) ai lavoratori fu promesso, oltre che un salario superiore a quello poi determinatosi con gli affidamenti previsti, € 500,00, anche la possibilità, al termine dei contratti temporali con le cooperative, il rientro nella Frosinone Multiservizi spa, che nel frattempo avrebbe dovuto essere – ed è – oggetto di tavolo di confronto con la Regione Lazio per verificare il possibile mantenimento di un contenitore pubblico per garantire il futuro dei lavoratori;
f) molti degli affidatari dei servizi devono servirsi dei mezzi e delle attrezzature della Frosinone Multiservizi spa, sottolineando una approssimazione tecnica e professionale nell’espletamento dell’appalto nonostante le condizioni previste dal bando;

richiamato l’impegno, sempre nella delibera di GC 96/2013, del Comune di Frosinone a «percorrere ogni soluzione tecnica ed amministrativa volta alla tutela dei lavoratori attualmente dipendenti dalla Multiservizi S.p.A. in liquidazione, ivi compresa la possibilità di ricorrere allo strumento della società in house», in attesa delle proposte avanzate dalla Regione Lazio nella giornata di venerdì per una soluzione che salvaguardi i posti dei 274 lavoratori coinvolti e dei 20 servizi in maggioranza essenziali svolti per conto dei tre enti;

visto l’impegno di tutti i consiglieri regionali e dei parlamentari che convergono per una soluzione pubblica che garantisca i posti di lavoro e la dignità del salario;

si chiede di aprire una discussione nel prossimo Consiglio comunale tesa alla valutazione dell’incontro regionale e della conseguente proposta avanzata.

Certi dell’interessamento e della dovuta sensibilità, si inviano cordiali saluti.
F.to I dipendenti della Frosinone Multiservizi spa che non hanno voglia di lavorare

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