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Proposta regionale per la Multiservizi, cosa farne?

Finalmente è avvenuto l’atteso incontro tra i tre enti soci della Frosinone Multiservizi e la Regione Lazio. Presidi, manifestazioni, lettere, pressioni, interpretazioni giuridiche hanno preceduto per un lungo anno questo incontro, che ha portato finalmente la Regione ad una proposta da condividere con gli enti.
La Regione, nonostante avesse il fiato corto su questa vicenda, considerate le scelte fatte dalla giunta precedente di uscire come socio dalla Frosinone Multiservizi, ha lavorato in questi mesi per capire quale ruolo politico e tecnico avere, quale percorso seguire e poi quale proposta porre sul tavolo. Tre assessorati coinvolti, percorso partecipativo per provare a far nascere una nuova società, affiancarla per svolgere un ruolo di start up aziendale; intenzione di dare soldi subito per coprire il debito della vecchia società; individuare percorsi di avviamento al lavoro con condizioni favorevoli per l’assunzione dei lavoratori; garantire una via d’uscita ad eventuali esuberi; e non ha escluso un trasferimento di servizi.
La Regione, insomma, ha messo sul tavolo qualcosa. Buono o cattivo che sia, gli enti, ora, dovrebbero dare parere generico o puntuale, a seconda delle singole necessità, con una valutazione seria e ponderata. C’è da convocare tutte le parti politiche di maggioranza e opposizione, le parti sociali, i lavoratori, i propri tecnici per esplorare la proposta e farla propria o respingerla o migliorarla o altro. Insomma, un percorso definito, fuori dagli schemi della politica partitica.
E invece il sindaco Ottaviani, che non era nemmeno presente a Roma (erano presenti Magliocchetti e Piacentini), ha impiegato 48 secondi, altro che 48 ore, a respingere la proposta con la solita boria e sufficienza, caratteristica più della voce del “padrone” che del protocollo istituzionale.
Più che il merito, stavolta, a scatenare la protesta dei lavoratori è stato proprio l’atteggiamento di non presa in considerazione di una possibile valutazione, sia essa anche superficiale, della proposta regionale. Oltre a mancare di rispetto ai lavoratori, che vi sono oramai abituati, trattati sempre da capricciosi pezzenti e miserabili scansafatiche, ha manifestato fastidio anche nella composizione stessa del tavolo regionale, dove non sedevano i politici ma solo generici tecnici; ha sostituito altri che avrebbero potuto e dovuto illustrare la proposta regionale ai consiglieri, i quali avrebbero almeno avuto il diritto di essere informati.
Ma, di fronte a tanta sicumera, quanto necessita un percorso democratico, partecipativo e informativo trasparente?
Coloro che, come i lavoratori, hanno assistito a tutti i Consigli comunali, anche quello di venerdì, ne ricavano che la città è “governata” da una sola persona, che è amministrata da una sola persona, che il ruolo degli assessori e quello dei consiglieri, compreso quello del presidente, vengono svolti da una sola persona, che le decisioni sono frutto della riflessione di una sola persona e che, quindi, si perseguono gli interessi di una sola persona.
Non sarà un caso che in circa 20 Consigli comunali ancora non abbiamo sentito la voce di almeno 15 consiglieri di maggioranza. Cosa penseranno della città, delle pesanti scelte della attuale amministrazione che ricadono sui cittadini, sui lavoratori, sui servizi, per una decina d’anni, questo ancora non è dato sapere. Proviamo allora a rovesciare il tavolo?
Se l’assunzione in pianta organica è fantasia,
se la Frosinone Multiservizi non si può fare,
se la Servizi Strumentali è troppo partitica,
se la newco non è sufficiente,
se i debiti della società non si intendono ripianare,
se i soldi della Regione si vogliono solo cash,
se il tavolo regionale non è all’altezza,
se il salario possibile è solo miseria,
se i lavoratori migliori sono quelli licenziabili ogni mese, mentre quelli che protestano sono scansafatiche,
se i contributi sono un costo,
se la sicurezza sul lavoro è un optional,
se la certezza del futuro non è interesse dei poveri,
se i servizi si riservano solo ai ricchi,
se il pubblico è solo buono per essere privatizzato,
se l’opposizione viene umiliata e “condannata” ad ogni Consiglio comunale,
se la maggioranza consiliare migliore è quella silenziosa,
allora il sindaco, da questa vicenda, cosa vuole?
Prepari un papello, chiaro e anche articolato, i lavoratori si faranno ambasciatori presso la Regione o, ancora più in alto, presso il governo centrale o l’Unione Europea. Si risolverebbero tante incomprensioni e si consentirebbe al sindaco di continuare a depauperare il territorio senza alcuna, ulteriore, fastidiosa protesta. (Comitato di Lotta Frosinone)

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