Atuttapagina.it

11 giugno 2006, Antonioli ricorda il Frosinone in B

«E’ stato il più bel gruppo di tutti». E se lo dice Paolo Antonioli c’è davvero da credergli. Chi meglio del capitano può parlare delle qualità umane di uno spogliatoio che è riuscito nell’impresa di compiere qualcosa di straordinario per il Frosinone come la conquista della serie B? Antonioli rievocando quel periodo ha voluto sottolineare proprio la forza, la coesione, l’armonia che regnavano all’interno della squadra. Un’unità di intenti nella quale Ivo Iaconi si è rivelato abile timoniere alla guida di ottimi calciatori e soprattutto di ragazzi per bene.
E’ rivolto esattamente alla gestione dei rapporti tra il tecnico e la squadra il primo pensiero di Paolo quando rievoca quell’annata. Da una parte c’era un allenatore che aveva puntato sul dialogo e sulla complicità per riuscire a tagliare il traguardo, dall’altra una squadra che seguiva Iaconi senza mai rompere gli equilibri interni: «Il mister per noi è stato come un padre. Viene in mente questo quando bisogna descrivere il rapporto che aveva saputo allacciare con noi giocatori. Si è comportato come una vera e propria figura familiare. Non si è mai permesso di pronunciare una parola fuori posto nei nostri confronti. Il mister si è distinto per le doti umane, oltre ovviamente che per la competenza tecnica. Il merito della squadra è stato quello di non approfittare in nessuna circostanza della bontà dell’allenatore. Per questo dico che il nostro gruppo è stato il migliore in assoluto, perché ha saputo conquistarsi la fiducia del tecnico e ripagarla con la massima disponibilità».
Ma i meriti di quello storico trionfo Antonioli vuole ovviamente condividerli anche con la società, capace di allestire un organico di prima grandezza e soprattutto in grado di essere vicina alla squadra in ogni momento. Il capitano ha sottolineato quanto importante sia stato avere alle spalle due personaggi come Maurizio Stirpe ed Enrico Graziani, che ciascuno nel proprio ruolo hanno fatto in modo che potesse concretizzarsi quel sogno. A proposito del diggì, Paolo ricorda le parole che pronunciò alla squadra all’indomani di una partita vinta che rappresentò una sorta di svolta nella stagione del Frosinone: «Grazie al presidente e al direttore quel campionato divenne memorabile. Solo con la loro passione e competenza si poteva metter su una squadra capace di lottare per un traguardo tanto importante. La presenza di Enrico Graziani poi fu determinante. Ricordo perfettamente quanto fosse decisiva la sua vicinanza per il gruppo. Mi vengono in mente come se le avesse pronunciate ieri le parole che il direttore ci rivolse dopo il successo di Perugia. Graziani rivelò alla squadra: “Da oggi ho capito che possiamo arrivare fino in fondo”. Fu una frase di grande sprone, che ci diede ancora più sicurezza. E in effetti i fatti gli diedero ragione».
Un ultimo pensiero Paolo Antonioli non poteva non dedicarlo alla tifoseria giallazzurra. La cosa più bella di quell’anno fu la felicità collettiva che si respirava in città dopo la conquista della B. «E’ stato un successo – ha spiegato il difensore – che abbiamo assolutamente meritato. Eravamo letteralmente al settimo cielo. Sembrava un sogno, ma quella era la bellissima realtà. La contentezza per quel traguardo era generale. E’ stata un’annata storica per la città e memorabile per tutti noi. Sono felice di aver contribuito a regalare la serie B ad una gente impagabile».

Intervista pubblicata nel libro “Un anno indimenticabile” di Gabriele Margani, Massimo Scaccia e Federico Proietti.

Foto di Luca Lisi

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni