Atuttapagina.it

Castellaccio, flash mob per tenere alta l’attenzione

L’incendio del capannone di proprietà ACEA A.R.I.A. per la preselezione di CDR – Combustibile Derivato da Rifiuti – nell’ex area industriale Snia a Paliano ha lasciato senza risposta numerosi interrogativi tra i cittadini della Valle del Sacco, che si sono riuniti in un flash mob a Colleferro nella piazza del Comune. La partecipazione è stata ampia, nonostante la brevità del preavviso: un centinaio di persone, con una presenza massiccia dei cittadini di Colleferro e di alcuni dai comuni limitrofi. Questa iniziativa spontanea è stata organizzata in poco tempo, utilizzando lo stesso social network che ha permesso il rilancio immediato di foto e video della nube nera che imperversava sulla Valle del Sacco.
Un dato evidente è che la cittadinanza attiva è stata molto più reattiva delle amministrazioni e ha avuto un ruolo importante nella divulgazione delle informazioni, aggiornate in tempo reale. I Comuni hanno lanciato tardivamente ordinanze precauzionali di prevenzione giunte ai più attraverso la Rete internet; quello di Colleferro, addirittura, dapprima si è giustificato dicendo che la colpa non era degli inceneritori – quindi il problema non esiste – e poi ha tranquillizzato tutti affermando che non c’era pericolo alcuno. Le foto a noi pervenute affermano il contrario e cioè che la nube era anche sopra le teste dei cittadini di Colleferro oltre che di Paliano, Anagni e, supponiamo, anche dei Comuni dell’Alta Valle.
I cittadini, invece, fanno lavorare il cervello e una delle proposte interessanti lanciate sul web è l’installazione di pannelli luminosi ambientali che potrebbero avere una molteplice funzione, oltre quella di avvisare la cittadinanza nelle situazioni di emergenza: potrebbero aiutare la comunicazione in relazione alle numerose criticità a cui la Valle è interessata. Una sorta di Green Point, già utilizzato in altri città.
Chiediamo a chi ha realizzato foto o video di inviarle al nostro indirizzo mail retuvasa@gmail.com in quanto è nostra precisa intenzione depositare al più presto un esposto alla Procura di Frosinone documentandolo con testimonianze.
Un esposto al momento ci sembra la miglior via percorribile per giungere ai responsabili del disastro a far pagare loro questo ennesimo scempio perpetrato al nostro territorio.
Invitiamo tutti a mantenere alta la guardia e a riferire qualsiasi anomalia di carattere ambientale.
Nei prossimi giorni, grazie all’impegno di quanti hanno dato vita al flash mob, si terrà una assemblea nella quale cittadini ed associazioni condivideranno le informazioni e le decisioni sulle iniziative da intraprendere, prioritariamente per un’azione diretta sulla chiusura definitiva dell’impianto di Castellaccio e una bonifica dell’ex area industriale lasciata nell’incuria per anni. (Retuvasa – Rete per la Tutela della Valle del Sacco)

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni