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Frosinone-Santoruvo, è divorzio

La notizia ha colto di sorpresa un po’ tutti, visto che questa soluzione non era nell’aria. Vincenzo Santoruvo non è più un giocatore del Frosinone: il calciatore e la società hanno rescisso consensualmente il contratto che li teneva uniti fino al 2014. Dal sito ufficiale del club giallazzurro si legge che “tale risoluzione è avvenuta per volontà dello stesso Santoruvo per poter affrontare direttamente e serenamente il proprio iter processuale”. Il prossimo 4 luglio inizierà il processo sportivo davanti alla Commissione Disciplinare, dove l’attaccante è stato deferito per un presunto illecito sportivo relativo alla partita Bari – Treviso dell’11 maggio 2008. Ad ottobre poi sarà la volta del processo penale, con la Procura di Bari che ha rinviato a giudizio Santoruvo per frode sportiva sempre per la stessa partita.
Santoruvo lascia così il Frosinone dopo cinque anni, 114 partite in campionato e 30 gol. In queste stagioni l’ex capitano giallazzurro ha suscitato sentimenti contrastanti: tanti tifosi lo hanno amato, tanti altri ne hanno contestato gli atteggiamenti frutto di un carattere “fumantino”. Soprattutto all’inizio il legame tra Santoruvo e la tifoseria è stato fortissimo, i cori dedicati al centravanti si sono ripetuti con frequenza ad ogni partita giocata dal Frosinone. Con il passare del tempo è subentrata una graduale freddezza, soprattutto a causa dell’episodio della lite con El Shaarawy nel dopopartita di Frosinone – Padova del 2011 e dell’oscura vicenda di quel Frosinone – Grosseto del 2010 che costò alla punta sei giornate di squalifica scontate all’inizio dell’ultimo campionato.
Il comunicato sul sito del Frosinone si conclude così: “La società, oltre ad aver gradito l’atteggiamento di Vincenzo Santoruvo, non può esimersi dal ringraziare il calciatore per i cinque anni trascorsi insieme”. A Santoruvo va l’augurio di uscire in modo pulito e a testa alta da una vicenda nella quale, fino a questo momento, deve ancora essere considerato innocente. (Gabriele Margani)

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