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Il Festival Francesco Alviti celebra Giuseppe Verdi

Traviata, Nabucco, Forza del destino, Ernani, Rigoletto, Aida: sarà  il grande melodramma verdiano, con i suoi palpiti e le sue emozioni, di scena nella quinta serata  del Festival Francesco Alviti, dedicato al giovane percussionista scomparso nel febbraio del 2009 dopo aver lottato coraggiosamente contro il suo male. A Ceccano, nella suggestiva cornice di piazza San Giovanni, con i suoi alti muraglioni in pietra serena, dopo i canti del Coro del CAI, le note piene di speranza della scuola di musica di Ceccano, le sensazioni disperse nel vento dell’Orchestra di Fiati di Ferentino, domani alle 21:30 le storie drammatiche, passionali, allegre, almeno nella loro apparenza, del melodramma saranno presentate dal Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres con l’Orchestra sinfonica Francesco Alviti, diretti da Mauro Gizzi, con lo spettacolo Di tanti palpiti, nel quale Francesco suonava le percussioni.
Il melodramma ha sempre rappresentato nella cultura italiana lo strumento per ripercorrere la storia del nostro Paese nelle sue pagine gloriose ma anche in quelle tristi e in quelle della vita quotidiana, dei palpiti appunto. Fin dai suoi albori, agli inizi del ‘600, quando Giacomo Carissimi, musicista marinese, incoraggiato da un altro conterraneo, il cardinal Cesare Baronio, sorano, metteva in scena gli oratori sacri con la rappresentazione degli episodi delle sacre scritture, il melodramma ha rappresentato la cultura italiana al suo massimo livello. E quest’anno alla celebrazione della musica operistica si unisce la gioia per le celebrazioni del bicentenario della nascita del più grande dei compositori italiani, Giuseppe Verdi, cui è dedicato l’intero concerto.
Piazza San Giovanni si trasformerà così, domani sera, in un palco all’opera appunto, dove sarà possibile ascoltare le voci soliste dei soprani Vittoria D’Annibale, Mariagrazia Molinari, del mezzosoprano Fabiola Mastrogiacomo, del tenore Enrico Talocco, del basso Adriano Scaccia. Al pianoforte ci sarà Chiara Olmetti, all’organo Alessandra Maura, l’orchestra Francesco Alviti, nata grazie all’impegno degli amici di Francesco, e il coro Josquin Des Pres, tutti diretti da Mauro Gizzi.

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