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Lavoro, l’intervento dei vescovi Spreafico e Loppa

«La grave crisi economica che investe il territorio di Frosinone e Anagni e che sta provocando la perdita del lavoro di centinaia di persone, mettendo a rischio povertà le loro famiglie, non può non trovare nelle comunità cristiane e in noi come loro Pastori, una vicinanza accorata, un fattivo interessamento e una solidarietà concreta. La situazione della Videocon di Anagni, dell’Ilva di Patrica, della Sistema Compositi di Paliano, della Marangoni di Anagni e Ferentino e di tante altre aziende in situazione simile provocano la nostra responsabilità». Inizia così la nota dei Vescovi delle Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri.
Monsignor Spreafico e Monsignor Loppa scrivono: «Esprimiamo innanzitutto la vicinanza delle comunità diocesane, delle parrocchie, alle persone e alle famiglie che si trovano senza lavoro e potrebbero trovarsi da un giorno all’altro senza più alcun reddito: li incoraggiamo a non perdere la speranza e a rimettersi in gioco per garantire a loro stessi e ai loro figli un futuro dignitoso. Troveranno sempre la Chiesa aperta all’accoglienza, all’accompagnamento quotidiano. Ci preme anche essere vicini con il nostro sostegno agli imprenditori che faticano ogni giorno per condurre le loro aziende verso prospettive migliori: chi può, non risparmi le proprie risorse per investire in imprese innovative che creino lavoro e non si accontenti di posizioni di rendita. Sarebbe una grave omissione, in questo momento, rinunciare al proprio ruolo sociale di promotori di sviluppo al servizio di una comunità, per tutelare le rendite personali. Incoraggiamo ogni tentativo delle pubbliche autorità, dal Governo nazionale a quello regionale alle amministrazioni locali, di mettere in atto ogni tentativo possibile per dare occasioni di sviluppo al nostro territorio, che si ispiri al rispetto della dignità della persona, al valore sociale della famiglia, al rispetto dell’ambiente da consegnare alle generazioni future, all’apertura ai rapporti con il mondo, sia nella valorizzazione delle persone migranti che vivono nelle nostre comunità, sia nelle positive relazioni con gli altri popoli. Non è il tempo per rivendicazioni di parte o per corte prospettive. E’ il tempo della lungimiranza, anche a costo di rinunciare a facili consensi immediati. Il risanamento e la riqualificazione di tutta la Valle del Sacco possono essere il banco di prova della fattività dell’impegno di tutti. Vogliamo essere concretamente solidali mettendo a disposizione quello che abbiamo: sia rafforzando le reti di solidarietà alle famiglie che possono trovare nelle parrocchie e nei centri di ascolto segni immediati che ridanno speranza, sia mettendo a disposizione di uno sviluppo responsabile e sostenibile del territorio il nostro patrimonio culturale, storico e artistico, il più delle volte non adeguatamente valorizzato. Dobbiamo essere tutti consapevoli che prima ancora di aspettarci aiuti dall’esterno, pur necessari, il primo passo dobbiamo farlo tutti noi che viviamo nel territorio, mettendo in gioco tutto quello che abbiamo, senza risparmiarci. Una inversione di tendenza può partire solo dalla responsabilità di ognuno e di tutti».

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