Atuttapagina.it

Multiservizi, appello ai consiglieri di Frosinone

Ci siamo quindi. Domenica 236 persone della Frosinone Multiservizi saranno definitivamente mandate a casa.
Questi lavoratori, ex socialmente utili, che provengono dalla lunga disoccupazione o dalla chiusura delle aziende, lavorano presso gli enti fin dal 1997, riuscendo a garantire gratuitamente di usufruire di servizi per 10 lunghi anni.
Nel 2006 si diede l’opportunità ai lavoratori di passare dalla precarietà alla stabilità con contratti di 850-900 euro attraverso la costituzione di una società pubblica, Frosinone Multiservizi. Si sono creati così, dal nulla, centinaia di posti di lavoro, grazie soprattutto alle lotte dei lavoratori.
Nella formazione e nell’organizzazione di questa società sono stati investiti decine di milioni di euro tra contributi, sgravi e personale. Eppure appena sei anni dopo la società finiva in liquidazione; ai lavoratori prima si tagliava il salario, arrivato a 500 euro, ora il posto di lavoro.
Perché questo destino? Si poteva evitare o non era possibile fare diversamente?
L’amministrazione comunale ha addotto motivazioni che sono state sempre un pretesto volto a disegnare un percorso di chiusura della Frosinone Multiservizi, lo spezzatino dei servizi e la loro tendenziale privatizzazione.
Un pretesto fu la rappresentazione della posizione ondivaga della Regione Lazio.
Un pretesto fu l’interpretazione degli scritti della Corte dei Conti.
Un pretesto fu la lettura parziale della “spending review”.
Un pretesto fu l’arrovellarsi sui servizi pubblici locali.
Un pretesto fu la posizione non definita degli altri enti.
A Colleferro, alcuni chilometri da Frosinone, tutto si è conformato diversamente fin da maggio 2012. Stessa situazione, stessi lavoratori che provenivano dalla stabilizzazione degli LSU. Una giunta di centrodestra ha creato una azienda speciale con quattro enti soci, dove sono confluiti tutti i lavoratori e tutti i servizi – gli stessi di Frosinone sia in atto che previsti -, senza problemi, senza tanti clamori, senza tante bugie, così come si son dette a Frosinone. La società si chiama ASPER Valle del Sacco.
La Corte dei Conti, pur sollecitata per motivi di gestione economica e finanziaria della stessa società, ha preso atto della scelta degli enti e non ha “punito” alcuno, né fatto la talpa per scoprire se i servizi pubblici locali fossero più o meno strumentali, se gli appalti fossero in regola: ha riconosciuto che la bontà del percorso è dato principalmente dalla economicità, dalla salvezza della forza lavoro e dalla gestione pubblica di servizi che interessano la collettività.
La vicenda giudiziaria della società Servizi Vari si è risolta con l’annullamento della delibera di messa in liquidazione della società. Essa testimonia ancora che l’unico risultato della gestione Iannarilli è stato non di portare giustizia nell’ente, ma quello di aver licenziato centinaia di lavoratori, con il pretesto degli affidamenti dei servizi all’esterno invece alle società in house della Provincia stessa.
Se a queste valutazioni si aggiunge la necessità di ripianare i debiti della Frosinone Multiservizi che non può fallire; che si deve andare incontro alle spettanze dei lavoratori; che sono in procinto di partire centinaia di cause di lavoro contro gli enti locali e contro le cooperative; che la Frosinone Multiservizi deve ottemperare a cause di lavoro già perse e ad altre che perderà; allora quale convenienza economica ne ricavano gli enti se dovranno affrontare spese per decine di milioni di euro?
Non è più semplice sedersi intorno ad un tavolo, cercare di ripararsi dalla pioggia, evitare la grandine e individuare un posto al sole dove tutto possa essere risolto?
La proposta regionale, pur non chiara, pur non supportata dai piani industriali locali, perché non la si prende in considerazione?
Sedersi al tavolo regionale ed ascoltare porterebbe a casa immediatamente due risultati: una possibile controproposta in merito alle effettive necessità dei singoli enti e, probabilmente, la CIG per i lavoratori, in vista di un confronto più certo e serrato sul futuro.
Le altre due amministrazioni coinvolte in questa lunga storia, Alatri e la Provincia, hanno già deciso il possibile futuro. Alatri ha deliberato la volontà di fornire i servizi attraverso una società pubblica, accettando le risoluzioni del tavolo regionale; la Provincia è in attesa di crediti regionali per riaffidare i servizi e riprendere i lavoratori abbandonati dalla giunta precedente.
Frosinone svolge un ruolo decisivo per il salvataggio dell’intera platea dei lavoratori, non fosse altro che il Comune di Alatri non può fare una società in house, mentre la Provincia è in un vortice di non chiaro destino. E solo con una società che comprenda tutti gli enti si salverebbero tutti i dipendenti.
Dopo 17 anni di lavoro, dopo aver riservato alla città e ai cittadini i migliori anni di vita lavorativa in attività di base ma che hanno creato valore aggiunto alla cittadinanza, i lavoratori fanno un ultimo appello per non essere completamente abbandonati nel buio della crisi.
Si chiede che nel prossimo Consiglio comunale si trovi la volontà di andare costruttivamente al tavolo regionale convocato per domani e si individui una delegazione di maggioranza e minoranza che ne prenda parte. (I dipendenti della Frosinone Multiservizi spa, ancora per 3 giorni)

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni