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Viadotto Biondi, quando la toppa è peggiore del buco

A distanza di tre mesi e mezzo dalla frana a ridosso del viadotto Biondi e a tre mesi dai lavori di messa in sicurezza della zona, la situazione, purtroppo, non è affatto risolta. La decisione di “intubare” il Cosa ha, se non altro, avuto il merito di preservare il letto del fiume dalla caduta di terra e detriti verificatasi in queste settimane, però è chiaro che non può essere quella una soluzione definitiva.
Le cose sono peggiori “a monte” della frana, dove si è verificato lo smottamento. A fine marzo l’amministrazione comunale decise di applicare lo spritzbeton su parte del fronte collinare interessato dalla frana per creare una sorta di protezione. “Lo spritzbeton, infatti, consente l’aggrappo istantaneo del conglomerato nel momento in cui raggiunge la superficie di applicazione, garantendo una massa compatta ed omogenea”. Furono queste le parole usate dal Comune di Frosinone in occasione della presentazione dei lavori. In poco tempo, però, lo spritzbeton ha mostrato i primi segni di cedimento e oggi presenta una vistosa lesione che rischia di provocare la caduta dello stesso strato di calcestruzzo. E’ evidente che l’opera non abbia avuto la riuscita che ci si attendeva e, inoltre, la situazione di pericolo non è stata affatto ridimensionata. (Gabriele Margani)

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