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Festival Alviti, undici serate di amicizia e musica

Undici serate, undici concerti di altissima qualità, tutti presentati grazie all’amicizia che legava i tanti artisti che si sono succeduti in piazza San Giovanni a Ceccano, ai quali va la riconoscenza del pubblico che ogni sera ha affollato la bellissima piazza nel centro storico di Ceccano, luogo impareggiabile per l’acustica e per la mancanza di elementi di disturbo.
Sul sagrato di San Giovanni si sono succeduti complessi musicali di notevole bravura. The Cescko’s drum circle, ensemble di percussioni dedicato proprio a Francesco Alviti, la classe di percussioni del Conservatorio di Frosinone del M° Carlo Di Blasi, la Serata Verdi diretta da Mauro Gizzi con il coro Josquin Des Pres e l’Orchestra sinfonica Francesco Alviti, che ha avuto un pubblico traboccante, oltre ogni limite la capienza della piazza. Traviata, Rigoletto, Nabucco, Ernani, La forza del destino, Trovatore hanno commosso il pubblico sul sagrato col fascino delle storie di passione e di avventura del melodramma, con le voci dei soprani Vittoria D’Annibale, Mariagrazia Molinari, del mezzosoprano Fabiola Mastrogiacomo, del tenore Enrico Talocco, del basso Adriano Scaccia. E ancora  Drumming di Steve Reich, interpretato dall’Ensemble di percussioni del Conservatorio di Frosinone, diretto da Antonio Caggiano, capace di far percepire al pubblico le suggestioni di un Paese tanto lontano come il Ghana. E poi le sensazioni e i sentimenti dei fiati dell’Orchestra di Ferentino, diretta da Alessandro Celardi, le speranze della scuola di musica della Banda di Ceccano, diretta da Adamo Bartolini e l’amore per le montagne espresso dal Coro del CAI di Frosinone, diretto da Giuseppina Antonucci. E poi, ancora, la Banda Giovanile di Ferentino, diretta da Luigi Bartolini, e la Amaseno Harmony Show Band, diretta da Natalino Como. Quindi le due ultime serate dedicate alle bande: quella di Ceccano, diretta da Adamo Bartolini e quella di Villa Santo Stefano, sotto la guida di Luigi Bartolini. Il Festival Francesco Alviti è stato in questi bei giorni un inno alla vita, pur ricordando una morte: quella morte, quel coraggioso scontro impari tra un ragazzo ventiduenne con la forza devastante delle cellule impazzite ha dato origine ad una rassegna che si regge e cresce soltanto sull’amicizia e sulla voglia di fare musica, la vita di Francesco. Numerose anche le presenze istituzionali: i sindaci di Ferentino, Antonio Pompeo, Amaseno, Antonio Como, Villa Santo Stefano, Iorio, il direttore del Conservatorio, Antonio D’Antò, insieme a numerosi insegnanti dell’istituzione di alta formazione musicale, il presidente uscente del consiglio d’Amministrazione dello stesso Conservatorio, Tarquini, e il nuovo presidente appena eletto, il professor Marcello Carlino.

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