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Festival Francesco Alviti, ancora rombi e musica

Serata numero sette al Festival Francesco Alviti, la manifestazione musicale che sta riscuotendo un grande successo di pubblico: di scena ancora percussionisti. Domani, infatti, in piazza San Giovanni a Ceccano, il pubblico potrà ascoltare The Cescko’s drum circle, ensemble di percussioni dedicato proprio a Francesco Alviti, e la classe del M° Di Blasi, che al Conservatorio di Frosinone ha appunto la cattedra di percussioni. Marimbe, xilofoni, vibrafoni, bongos, legnetti, campane, campanelli: tutto quello che emette suono al momento in cui viene percosso e poi miracolosamente diventa armonia  coinvolgente. Ancora un omaggio alle percussioni alle quali Francesco stava dedicando la sua vita quando il terribile male lo colpì nella tarda primavera del 2008, proprio mentre preparava un concerto per l’orchestra.
Piazza San Giovanni a Ceccano è in questi giorni un inno alla vita, pur ricordando una morte: quella morte, quel coraggioso scontro impari tra un ragazzo ventiduenne con la forza devastante delle cellule impazzite ha dato origine ad una rassegna che si regge e cresce soltanto sull’amicizia e sulla voglia di fare musica, la vita di Francesco. Ed è davvero strano che chi amministra la città di Ceccano non apprezzi quanto di bello avviene in piazza San Giovanni, che in questi giorni è  il centro della espressione musicale del territorio. Ieri sera l’opera lirica, la Serata Verdi diretta da Mauro Gizzi con il coro Josquin Des Pres e l’orchestra Francesco Alviti, ha avuto un pubblico traboccante, oltre ogni limite la capienza della piazza: Traviata, Rigoletto, Nabucco, Ernani, La forza del destino, Trovatore hanno commosso una piazza avvolta dal fascino delle storie di passione e di avventura del melodramma, con le voci dei soprani Vittoria D’Annibale, Mariagrazia Molinari, del mezzosoprano Fabiola Mastrogiacomo, del tenore Enrico Talocco, del basso Adriano Scaccia. E due giorni prima Drumming di Steve Reich, interpretato dall’Ensemble di percussioni del Conservatorio di Frosinone, diretto da Antonio Caggiano, capace di far percepire al pubblico le suggestioni di un Paese tanto lontano come il Ghana. E poi il giorno precedente le sensazioni, i sentimenti dei fiati dell’Orchestra di Ferentino, diretta da Alessandro Celardi, le speranze della scuola di musica della Banda di Ceccano, diretta da Adamo Bartolini, e l’amore per le montagne espresso dal Coro del CAI di Frosinone, diretto da Giuseppina Antonucci.
E il Festival proseguirà mercoledì con la Banda Giovanile di Ferentino, diretta da Luigi Bartolini, e giovedì con la Amaseno Harmony Show Band, diretta da Natalino Como. Quindi le due ultime serate dedicate alle bande: venerdì quella di Ceccano, diretta da Adamo Bartolini, e domenica quella di Villa Santo Stefano, sotto la guida di Luigi Bartolini. (Pietro Alviti)

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