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Frosinone, ora tocca alla squadra

Si respira un’aria nuova intorno al Frosinone che sta nascendo. Un’atmosfera che – sono ammessi tutti gli scongiuri immaginabili – ricorda moltissimo quella dell’estate 2005: l’attesa febbrile di questi giorni è simile a quella della vigilia di una stagione che sarebbe poi diventata memorabile.
L’entusiasmo della società e quello dei tifosi stanno procedendo di pari passo. Non è ben chiaro quale dei due stia trascinando l’altro, ma è evidente che da parte di queste due componenti ci sia la voglia di ricreare quell’unità di intenti che è venuta a mancare nelle ultime tre stagioni. E’ bene sottolinearlo ancora una volta, in modo che tutti comprendano di cosa si stia parlando: la presenza del presidente Stirpe nel giorno della presentazione della campagna abbonamenti – e anche di Ciofani – ha rappresentato un fatto nuovo che ha dato una spinta decisiva nella vendita degli stessi abbonamenti. Dopo poco più di 48 ore dall’avvio della campagna erano state rinnovate più di 100 tessere da parte dei vecchi abbonati. Una partenza così forte non la si ricordava dai tempi dei primi anni della B.
E allora se da una parte la proprietà e la società stanno cercando di ritrasmettere entusiasmo e dall’altra parte la tifoseria sta rispondendo con altrettanta passione, la palla – è proprio il caso di dirlo – passa adesso ai giocatori. Dopo una stagione fallimentare, quella della post retrocessione, e un’altra, l’ultima, poco più che anonima, adesso è giunto il momento di ripagare una dirigenza generosa e fin troppo disponibile e un pubblico caloroso e paziente.
La risposta dovranno darla soprattutto coloro che in queste due stagioni hanno qualcosa da farsi perdonare. Ci sarà chi dovrà finalmente mostrare di avere esperienza e personalità nel trascinare i compagni (Biasi e Carrus), chi dovrà lavorare sodo per riacquistare una condizione degna di un calciatore professionista (Aurelio e Vitale), chi dovrà far vedere di essere un elemento in grado di fare la differenza in Lega Pro (Cesaretti) e chi, infine, dovrà evitare quelle pause che si è concesso nella passata stagione (Gucher, Blanchard e Bertoncini). L’impegno e la buona volontà, insomma, non possono essere fattori che interessino solo la società e i tifosi: ognuno faccia la sua parte. (Gabriele Margani)

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