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L’Edilizia a convegno per il lavoro che non c’è

Dare seguito ai pagamenti della Pubblica Amministrazione verso le imprese. Politiche keynesiane per nuove infrastrutture. Allentamento del patto di stabilità per i comuni virtuosi per la creazione di lavoro. Richiamo alla politica perché si assuma le proprie responsabilità e si prodighi con provvedimenti contro la crisi. Si è detto di tutto e di più nel convegno che le Parti Sociali dell’edilizia hanno organizzato per tenere alta l’attenzione sulla crisi che attanaglia il settore. Si è discusso della bilateralità, vero strumento di supporto in questo periodo di transizione economica nel comparto del mattone, e anche di occupazione con l’illustrazione dettagliata del progetto BLEN.it, una sorta di portale dove domanda e offerta possono trovare incontro. Peccato che alla tanta offerta di personale formato, proveniente da periodo di disoccupazione e successivamente riqualificato, faccia riscontro una domanda ridicola in termini di numero. A moderare l’incontro, dove il vicepresidente della Regione Massimiliano Smeriglio, cui erano affidate le conclusioni, ha mancato di intervenire per «sopraggiunti impegni dell’ultima ora», è stato Libero Angelo Massaro, presidente della Scuola Edile di Frosinone.
Ha parlato poi Domenico Paglia, presidente Ance-Frosinone, nativo di Monte San Giovanni Campano, uno dei comuni con la più alta presenza di lavoratori edili in provincia. Paglia ha ricordato i tanti protocolli stipulati dagli Enti Bilaterali con le istituzioni locali, da Obiettivo Cantiere Sicuro (pochissime le adesioni delle imprese) al fondo di garanzia messo a disposizione delle aziende in difficoltà per il versamento dei contributi assistenziali. Dopo di lui, l’altro monticiano Domenico Chiarlitti, segretario aggiunto della Filca Lazio Sud (federazione che raggruppa il sindacato cattolico di Frosinone e Latina), il quale ha rilanciato nuovamente l’urgenza di unificare gli enti sulla scia di quanto fatto a Roma, dove CPT – ente che si occupa della sicurezza nei cantieri – e la Scuola Edile – ente che ha in carico la formazione – sono stati uniti nell’ottica di una razionalizzazione delle risorse interne, sostanzialmente invariate. Si è scesi poi nello specifico con l’illustrazione del progetto BLEN.it (grazie all’intervento di Alessia Scipione), non prima che l’architetto Carapella, direttore del Formedil nazionale – ente che raggruppa e coordina 104 scuole edili in Italia – avesse illustrato i pietosi numeri dello stato del settore, stremato da una disoccupazione che avanza inesorabile. Hanno parlato poi Felice Tolomei, funzionario del centro per l’impiego locale, e Carlo Martufi, presidente dell’ordine dei Consulenti del Lavoro, cui era rivolta questa parte del convegno ma scarsamente rappresentati in una già desolata platea. Alla fine è emerso un quadro in cui l’edilizia si conferma uno dei settori all’avanguardia per organizzazione, servizi, formazione (ma bisogna sempre ricordare l’alto rischio delle lavorazioni e il rapporto annuale Inail sugli infortuni è sempre lì a fare da monito), ma in crisi come qualunque altro comparto. Una crisi lavorativa, di rappresentatività (e la scarsa partecipazione a convegni, manifestazioni di protesta e quant’altro ne sono la prova più tangibile), nonché ideologica, cui si fa fronte con il lunario da sbarcare giorno dopo giorno, in attesa di iniziative più concrete da parte degli amministratori del settore e della classe politica per un unico fine comune: un po’ di lavoro.

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