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Lsu, i sindacati ricevuti dal Prefetto

Stamane si è tenuto un presidio sotto la Prefettura di Frosinone per rivendicare e sostenere le richieste che CGIL, CISL e UIL di Frosinone ritengono prioritarie per salvaguardare i Lavoratori Socialmente Utili, che rischiano di essere licenziati dai Comuni della provincia di Frosinone. Pubblichiamo il documento che le organizzazioni sindacali hanno sottoposto all’attenzione del Prefetto, S.E. Eugenio Soldà, nella riunione odierna.

La Regione Lazio, con la L.R. 22 luglio 2002 n. 21, ha emanato una disciplina tesa a promuovere, attraverso forme di accordo e di intesa istituzionale con le autonomie locali, la stabilizzazione occupazionale dei Lavoratori Socialmente Utili.
Nel 2011 e nel 2012 la Regione Lazio ha stipulato convenzioni con gli Enti locali, molti della Provincia di Frosinone, per favorire le assunzioni a tempo determinato ed indeterminato dei lavoratori Socialmente Utili all’interno degli Enti stessi.
La Regione si impegnava ad erogare per 60 mesi all’Ente Locale che avrebbe proceduto a stipulare le convenzioni succitate il corrispettivo per pagare la retribuzione e tutti gli oneri conseguenti per ogni LSU stabilizzato a 18 ore settimanali, anticipando le somme.
Nella sola Provincia di Frosinone sono circa 500 i Lavoratori interessati da tale procedura.
Ad oggi la Regione Lazio ha solo parzialmente adempiuto a tali impegni, creando crisi di liquidità agli Enti locali, che stanno procedendo al licenziamento dei Lavoratori, generando forti tensioni sociali, drammi familiari, mettendo a rischio i servizi pubblici locali e la coesione sociale.
In alternativa, la Regione avrebbe garantito ad ogni LSU che ne ha fatto richiesta, un incentivo alla fuoriuscita volontaria dal bacino LSU di 35.000 euro.
Alla data del 28 marzo, sono state complessivamente 409 le richieste di fuoriuscita volontaria, ma a tale numero vanno aggiunte le domande pervenute nell’anno 2012 e non ancora saldate.
Ad oggi la Regione Lazio ha proceduto, solamente, ad assegnare un importo di 10.000 euro per ogni lavoratore fuoriuscito, quale acconto dei 35.000, anche in questo caso privando coloro che avevano optato per la fuoriuscita volontaria.
Recentemente la Corte dei Conti ha, inaspettatamente, messo in dubbio la legittimità della procedura delle convenzioni stipulate tra la Regione Lazio e gli Enti locali. Tale decisione sta di fatto mettendo a serio rischio il futuro di ben 1.868 famiglie nell’intero territorio regionale.
Tanto premesso, CGIL, CISL e UIL di Frosinone chiedono:
1. La riapertura del Bacino LSU ex ante, per consentire di valutare la situazione caso per caso, all’interno di ogni singolo Ente locale che ha proceduto alle stabilizzazioni occupazionali, in virtù delle suddette convenzioni stipulate con la Regione Lazio.
2. L’immediato pagamento delle 409 richieste di fuoriuscite volontarie per la parte rimanente ovvero 25.000 euro cadauno.
3. Il pagamento convenuto con la Regione Lazio a seguito degli accordi stipulati con gli Enti locali per consentire ai Lavoratori di percepire il salario spettante in funzione del periodo che hanno lavorato e che lavoreranno.
4. L’immediata apertura di un Tavolo regionale che consenta di porre soluzioni, ormai non più rinviabili, ad un dramma sociale che coinvolge 1.868 persone in tutta la regione Lazio e che sta mettendo a serio rischio la tenuta sociale ed i servizi pubblici locali.

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