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Viadotto Biondi, vertice urgente alla Protezione Civile

Questo pomeriggio, nella sede della Protezione Civile del Comune di Frosinone, si è svolto un tavolo tecnico per esaminare la situazione delle frane che hanno interessato il viadotto Biondi e il costone di collina su cui insiste l’importante arteria cittadina. Al vertice hanno partecipato il sindaco Nicola Ottaviani, il professor Quintilio Napoleoni dell’Università Sapienza di Roma, il responsabile della Protezione Civile comunale Ruggero Marazzi, il comandante della Polizia Locale colonnello Carlo Del Piano, il dirigente del settore urbanistica architetto Elio Noce, il geologo comunale Marco Spaziani, il direttore dei lavori eseguiti sulle frane ingegner Ciavolella, il geometra Mauro Desiato e tutti i tecnici che, a vario titolo, hanno collaborato con il Comune.
Durante il vertice è stato fatto un punto della situazione ed è stato stilato un programma di massima di interventi. In prima battuta si procederà ad una messa in sicurezza della pila, al momento più esposta, che sorregge il ponte e al ripristino del viadotto per consentire l’apertura della strada alla viabilità ordinaria in condizioni di sicurezza di legge. In una seconda fase si darà seguito all’intervento di bonifica del costone soggetto alle frane. Il tutto prima dell’inizio della stagione delle piogge che renderebbero impossibile ogni tipo di intervento. Ogni ipotesi è comunque subordinata allo sblocco dei fondi, già disponibili, da parte della Regione Lazio.
«Non possiamo più permetterci il lusso di rinviare l’intervento di messa in sicurezza della pila in cemento», ha detto il sindaco Nicola Ottaviani. «Se dovesse cedere quel pilastro – ha continuato il primo cittadino – non possiamo escludere che anche l’altra parte del viadotto, attualmente in piedi, possa venire giù dalla collina. Davanti ad emergenze come questa abbiamo assoluto bisogno che la Regione si faccia carico immediatamente del problema finanziario, anche perché la difesa del suolo risulta una competenza delle casse regionali e non certo di quelle comunali».
«Del resto – ha concluso il sindaco Nicola Ottaviani – stiamo parlando della frana più importante che in questo momento insiste sull’intero territorio regionale e se non c’è sensibilità nei confronti del capoluogo, credo che non abbia senso parlare di coesione e di concerto tra le istituzioni».

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