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Frosinone, la meglio gioventù giallazzurra

Sfogliando in maniera superficiale i data anagrafici dei giocatori del Frosinone si può pensare che i giovani abbiano avuto la loro possibilità – lo scorso anno – e che in questa stagione si sia tornati ad affidarsi ad elementi esperti della categoria. Nel ragionamento, in effetti, c’è una buona parte di verità: è innegabile che lo spazio nei confronti della linea verde sia stato ampiamente ridimensionato a vantaggio di giocatori già pronti e da non dover aspettare. Ci sono, però, delle eccezioni se è vero che ad oggi il ventenne Paganini e il non ancora ventiduenne Crivello sono dei titolari inamovibili.
Il primo è stato, forse, il miglior giallazzurro dell’intero precampionato e può sfruttare due fattori: l’essere conosciuto perfettamente da Stellone e la predilezione di quest’ultimo per un modulo che in attacco prevede la presenza di una punta centrale e due esterni offensivi. Potendo puntare su due maglie, visto che Paganini gioca indifferentemente a destra e a sinistra, il ragazzo vuole conservare il posto in squadra il più a lungo possibile. Il secondo, Crivello, è arrivato in punta di piedi: Roberto è stato sicuramente un acquisto meno “clamoroso” rispetto ai fratelli Ciofani, a Soddimo e allo stesso Russo. Eppure in pochissimo tempo, a causa anche delle difficoltà incontrate dalla società ad ingaggiare un altro terzino sinistro, si è preso la fascia difensiva e non sembra intenzionato a mollarla tanto facilmente, considerato che Stellone ha affermato che il più serio concorrente di Crivello nel ruolo di terzino sinistro, Blanchard, lo vede meglio al centro della difesa.
Roberto, però, non si monta la testa: «La concorrenza è uno stimolo e bisogna sempre farsi trovare pronti per conquistare il posto in squadra, che nessun giocatore ha garantito. Per quanto mi riguarda, comunque, devo ancora trovare la migliore condizione». Paganini, invece, sembra enormemente cresciuto negli ultimi sei mesi in prestito: «L’esperienza a Fondi è stata importante. Ho potuto giocare con continuità e ho cercato di migliorare. Adesso, ad esempio, cerco di essere più rapido quando ho il pallone e di tenerlo tra i piedi solo il tempo necessario». Per buona parte della scorsa stagione l’arma in più del Frosinone fu l’unità all’interno dello spogliatoio, con i frequenti cambi di formazione di Stellone che non provocarono malumori. Paganini sembra rivedere lo stesso atteggiamento di un anno fa: «Credo che l’unità di intenti sia fondamentale per ottenere dei risultati importanti. In questo è molto bravo Stellone nel creare coesione all’interno del gruppo». Risultati importanti che finora si sono concretizzati con il triplo passaggio del turno in Coppa Italia, come afferma Crivello: «La vittoria contro il Cagliari ci ha dato tantissimo entusiasmo. Contro il Modena sapevamo che avremmo potuto farcela, ma il successo sul Cagliari è stato un qualcosa in più».

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