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Avezzano-Roccasecca, Regione Abruzzo gestirà tratta

«La Regione Abruzzo chiederà al Governo l’affidamento diretto della linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca». Ad annunciarlo è l’assessore ai trasporti, Giandonato Morra, al termine della riunione che si è tenuta stamane a L’Aquila sul destino della tratta.
Presenti all’incontro l’assessore ai lavori pubblici, Angelo Di Paolo, il presidente della Provincia de L’Aquila, Antonio Del Corvo, i consiglieri regionali Giovanni D’Amico e Giuseppe Di Pangrazio.
Morra ha ribadito che «la Regione Abruzzo si riserverà, nelle sedi opportune, ulteriori approfondimenti sulla gestione della linea ferroviaria, in particolare sui lavori di manutenzione straordinaria in capo a Rfi». A margine del vertice odierno il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha confermato che «in questa fase transitoria la Regione sarà al fianco dei pendolari della linea ferroviaria con la garanzia dell’effettuazione di tutti i servizi di trasporto necessari».
«E’ chiaro – ha chiarito il Governatore – che l’obiettivo principale rimane il ripristino, nel più breve tempo possibile, della ripresa del servizio sulla linea ferroviaria». La decisa presa di posizione dell’assessore Morra è arrivata dopo la nota di Rfi che ha annunciato il mantenimento del blocco di ogni attività di trasporto sulla linea ferroviaria, in attesa della definizione della programmazione nazionale sulle manutenzioni straordinarie.
Morra e Rfi si erano già visti a Roma la settimana scorsa, insieme a Chiodi. «In quella sede – ha ricordato l’assessore – la Regione ha rotto il tavolo delle trattative dicendo esplicitamente ai rappresentanti di Rfi che la responsabilità del depauperamento infrastrutturale della linea Avezzano-Roccasecca è da ascrivere unicamente alla negligente gestione della tratta che non ha visto negli anni operare l’opportuna e doverosa attività di manutenzione straordinaria».
Preso atto della situazione, Morra ha annunciato che «verrà convocato a breve un incontro con Trenitalia e tutti i sindaci della Valle Roveto per stabilire i servizi sostitutivi per questa fase». «Dobbiamo naturalmente tener conto – ha concluso – che le soluzioni alternative dovranno essere modulate secondo le esigenze dei territori e sulla nuova determinazione dei plessi scolastici».

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