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Chiude la Marangoni di Anagni, 500 operai a rischio

«I vertici Marangoni Tyre hanno annunciato la chiusura dello stabilimento di Anagni. Il Governo e la Regione Lazio intervengano immediatamente».
Lo dichiarano il segretario nazionale Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, e il segretario provinciale Ugl Frosinone, Enzo Valente, dopo l’incontro che si è tenuto presso la sede di Confindustria a Frosinone in cui «è stata ufficializzata una notizia che purtroppo era nell’aria da tempo: le difficoltà del Gruppo sono di lunga data, tanto che l’azienda aveva già posticipato la riapertura della fabbrica dopo la pausa estiva».
«Dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’amministrazione regionale ci aspettiamo subito segnali concreti, perché è inaccettabile che, nonostante i sacrifici fatti negli ultimi anni, gli oltre 500 lavoratori coinvolti, fra diretto e indotto, si trovino ora a dover sopportare i costi della crisi settoriale e locale, oltretutto senza aver avuto altre notizie sul proprio futuro se non che non varcheranno più i cancelli della fabbrica. Dopo il caso della Bridgestone di Modugno – spiegano i sindacalisti -, è evidente che siamo di fronte all’ennesima conseguenza del declino del comparto della gomma in Italia, che mette in pericolo la presenza nel nostro Paese di un altro importante produttore di pneumatici. A ciò si aggiunge il fatto che la chiusura della Marangoni di Anagni rappresenterebbe un nuovo duro colpo per un territorio già fortemente devastato dalla congiuntura economica negativa».
«Serve dunque un intervento immediato – concludono i sindacalisti – affinché gli impegni presi, a partire dalla firma dell’accordo per il rilancio economico e occupazionale del Sistema Locale del Lavoro di Frosinone-Anagni, non restino solo “inchiostro su carta”. Intanto si è tenuta un’assemblea in fabbrica nella quale è stata decisa l’organizzazione di un presidio unitario permanente davanti allo stabilimento e di un sit-in davanti alla sede della Prefettura di Frosinone per lunedì prossimo, a partire dalle 9, al fine di sollecitare il Prefetto a farsi portavoce delle istanze dei lavoratori coinvolti».

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