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Frosinone, niente drammi dopo Catanzaro

Presto o tardi doveva succedere. Dopo una serie di cinque partite con risultati positivi – quattro vittorie e un pareggio – è arrivata per il Frosinone la prima sconfitta stagionale. Un ko che brucia e che, forse, poteva essere evitato, ma che comunque non fa suonare nessun campanello d’allarme. Il Frosinone è una squadra in costruzione e un paio di futuri titolari – Gessa e Russo – ancora non si sono visti in campo. E’ fisiologico che in questo periodo dell’anno capitino dei passi falsi: niente è compromesso e, di sicuro, le cose potranno solo migliorare quando la squadra sarà al completo e avrà raggiunto quella intesa che al momento le manca.
Del resto una battuta d’arresto non può cancellare di colpo quanto di buono fatto finora dal Frosinone. E l’orgoglio provato da tutti i tifosi giallazzurri nel vedere la propria squadra – unica di Lega Pro – arrivare fino al quarto turno di Coppa Italia, dopo aver eliminato un avversario di Serie B e uno di A, non può essere improvvisamente rimosso. La sconfitta col Catanzaro, si diceva, brucia perché ci si era abituati bene. Però il Frosinone, che sarà pure una corazzata nella sua categoria, non è una formazione invincibile.
Domenica gli errori ci sono stati sia da parte dei giocatori che da quella dell’allenatore e tutti insieme sapranno farne tesoro per migliorare. A proposito proprio della qualità della squadra, è bene che i calciatori non si sentano più bravi ancora prima di scendere in campo: la supponenza va evitata per lasciar posto all’umiltà. Questo, in realtà, è un consiglio che tutte le componenti dovrebbero tenere bene a mente. Stellone (nella foto di Luca Lisi), invece, dovrebbe abbandonare quell’integralismo tattico visto finora. Con due bocche da fuoco come Ciofani e Curiale non si può adottare il 4-3-3. Serve, piuttosto, un modulo che preveda la presenza in campo di due punte centrali: 4-4-2, 4-2-4, 4-3-1-2, 3-5-2 all’occorrenza. Stellone, fortunatamente, è «un ragazzo sveglio» – come lo definì con stima e affetto il suo ex allenatore Guido Carboni – e di sicuro saprà rivedere le proprie convinzioni. Una sconfitta non può essere motivo di allarme, ma solo l’occasione per migliorare i propri difetti e ripartire. (Ga.Ma.)

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