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Grotte di Falvaterra, viaggio al centro della terra

Ancora un’avventura per i Topinirandagi, associazione nata dall’idea di un gruppo di amici di Castro dei Volsci, accomunati dalla passione per i fuoristrada e mossi dalla solidarietà.
Prima dell’attesa partenza per la spedizione umanitaria per il sud della  Tunisia, l’associazione Topinirandagi ha organizzato una insolita visita al Monumento Naturale delle “Grotte di Falvaterra e Rio Obaco”.
Il numerosissimo gruppo a seguito dell’associazione – circa 60 persone tra adulti e bambini – domenica mattina si è riunito a Castro dei Volsci per dirigersi con i fuoristrada a Falvaterra: ad attenderli il dottor Augusto Carè e l’esperta guida Giuseppe Rinna.
Dopo un breve briefing, i partecipanti si sono divisi in due gruppi, uno per la visita turistica adatta a tutti e l’altro gruppo più temerario per il percorso “speleo-turistico”, che consisteva nello scendere attraverso strade ferrate nel letto del Rio Obaco, percorrendo con le dovute attrezzature un tragitto di circa 1.000 metri tra canyon, laghi sotterranei e cascate.
Già la prima discesa nel fiume ha fatto salire ai partecipanti l’adrenalina, ma gli sguardi delle due guide hanno rassicurato tutti, facendo capire che il percorso non avrebbe presentato problematiche relative alla sicurezza. Man mano che si entrava nelle viscere della terra l’emozione aumentava e gli occhi dei partecipanti all’escursione si riempivano di gioia nel vedere cosa la natura riservasse sotto terra.
Marmitte dei giganti, Cascata, Rapida, Salone della spiaggia, Moby Dick, Meandri, i nomi dati ai monumenti naturali sembrano appropriati al sito. Superato il tratto di fiume più lungo, usufruendo di piccoli canotti, davanti al gruppo si è presentato lo spettacolo di un meraviglioso lago all’interno della caverna chiamata i “Meandri”. Il gruppo ha scattato delle foto di rito, ha commentato la bellezza del posto e, malinconicamente, ha poi ripreso la strada del ritorno, con la speranza di tornare a vivere questa esperienza.
L’associazione Topinirandagi invita a rivalutare il nostro territorio, che in questo periodo di crisi ne ha tanto bisogno, e a utilizzare le bellezze naturali ciociare per dare vita ad una industria chiamata turismo.

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