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Liceo di Ceccano, le lezioni inizieranno con l’Inno

La bandiera nazionale e l’Inno di Mameli saluteranno l’inizio dell’anno scolastico al Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano. A metà mattinata del primo giorno di scuola, domani, una grande bandiera tricolore sarà issata sulle pareti dell’Istituto e l’orchestra di fiati e il coro degli allievi del Liceo renderanno gli onori al vessillo simbolo dell’Unità nazionale, eseguendo l’Inno di Mameli, davanti a tutta la comunità scolastica, guidata dalla preside, professoressa Concetta Senese.
La cerimonia, semplice e breve, inizierà alle 10:25 ed ha un duplice scopo: quello di dare un segnale forte sull’importanza della scuola nella vita degli adolescenti e quello di rinsaldare l’appartenenza ad una comunità che è tale per cultura, valori e condivisione di principi. Il Liceo Scientifico e Linguistico  di Ceccano conta quest’anno 31 classi con 750 allievi, di cui una con opzione musicale e una con opzione sportiva.
Le classi e i docenti si ritroveranno alle 10:25 nel cortile della scuola. Gli allievi dell’orchestra e del coro della scuola sono convocati alle 9:30 nell’aula magna, insieme alla professoressa D’Annibale, responsabile delle classi musicali del Liceo.
Alle 10:40 le classi III, nell’Aula Magna Francesco Alviti, insieme ai loro insegnanti di storia e filosofia, ricorderanno il 50° anniversario del discorso di Martin Luther King “I have a dream”, storico discorso che Martin Luther King pronunciò il 28 agosto 1963 a Washington, davanti a 250 mila astanti assetati di giustizia civile e libertà per l’America dei segregati e umiliati.
Presso il Memoriale di Lincoln – il Presidente che aveva lottato per abolire la schiavitù dei neri americani e per il loro diritto di voto – Martin Luther King ricordò la storia della lotta per i diritti dei neri d’America. Poi, con parole ispirate (in cui si sente l’eco della sapienza biblica), capaci di accendere gli animi delle migliaia di persone in ascolto e anche le coscienze di milioni di americani, King scandì ripetutamente: «Ho un sogno!», probabilmente su invito della cantante nera, Mahalia Jackson, che era accanto a lui. Era una rivisitazione del «sogno americano». Il sogno di una nazione: proclamare una verità semplice e fondamentale: tutti gli uomini sono creati uguali.

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