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Marangoni, la reazione dei sindacati

«L’annuncio da parte della Marangoni Spa sull’avvio delle procedure di cessazione dell’attività e dunque di licenziamento dei 410 dipendenti dello stabilimento anagnino sorprende e indigna». Così una nota congiunta di Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Mario Bertone, segretario generale della Cisl del Lazio, e Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio.
«Il tavolo al Ministero insediato da circa un anno – affermano i tre sindacalisti – non ha prodotto risposte circa l’ingresso di nuovi partner, unica condizione per la continuazione delle attività posta dalla proprietà. Scelte di questo genere graveranno pesantemente su un territorio già profondamente ferito dalla deindustrializzazione e dal fallimento dell’anno scorso della Videocon».
La fine della Marangoni «rappresenterebbe un duro colpo per l’economia di tutta la provincia, senza dimenticare le numerose difficoltà che dovranno affrontare le numerose famiglie dei lavoratori. In questi anni i lavoratori hanno accettato un piano di riduzione dei costi, e quindi di parte del loro salario, che forse ci ha consentito di arrivare fino a oggi, in attesa che il confronto con il Ministero dell’Economia generasse un percorso che arrivasse alla cessione della società o al subentro di un partner, soluzione che oggi pare non arrivi più».
«Non si può dismettere una realtà industriale che produce pneumatici per autovettura considerando solo l’aspetto economico e non tutto quello che essa ha rappresentato negli anni. Le istituzioni devono dare risposte attivandosi per impedire lo spegnimento definitivo degli impianti. Riteniamo quindi necessaria anche su questa tematica l’apertura di un tavolo con la Regione Lazio e il Mise per salvaguardare il lavoro e i diritti dei lavoratori e chiediamo alla direzione aziendale di ripensare alla decisione di cessare l’attività e presentare un nuovo piano industriale in grado di tutelare l’occupazione e rilanciare lo sviluppo».

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