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Sanità Lazio, stop alle liste d’attesa

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha presentato il piano di contrasto alle liste di attesa per l’accesso agli esami clinici: diagnostica e specialistica. Le urgenze verranno esaurite in 72 ore a partire dal 1 gennaio: il piano verrà approvato il 30 settembre in giunta. E, quando il regolamento di attuazione riceverà il via libera, ossia entro il 30 novembre, ci vorranno due mesi in cui si svolgerà una fase tecnica di confronto con i soggetti interessati ed entro il 30 dicembre dovrà essere approvato in ogni struttura del Lazio il piano attuativo aziendale. Al contempo verrà ritoccata anche l’attività intramoenia con un’operazione di contenimento sostanziale. Questi tutti gli interventi previsti dal piano tra cui: tempi certi, limiti all’intramoenia, pacchetti di cura, diagnostica in funzione 12 ore. Oltre all’impegno dei manager a rispettare i programmi per ottenere il rinnovo dell’incarico. «Fino ad ora è mancato un governo della gestione del piano di rientro che rimettesse al centro determinate priorità – ha spiegato Zingaretti -. Si tratta di un lavoro complesso ma possibile. che riporta, inoltre, la legalità. E’ la prima volta che alla Regione Lazio viene presentato un piano che affronta il tema delle liste di attesa in maniera così articolata». Per quanto riguarda i tempi certi, le prestazioni dovranno essere  erogate secondo una procedura che differenzia i tempi di attesa in base all’urgenza prima visita/controllo, classificando le classi secondo quattro diverse priorità: “urgente” (da eseguire entro le 72 ore), “breve” (da eseguire entro 10 giorni), “differibile” (entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici), “programmata”. Le prestazioni sottoposte a monitoraggio sono 14 per quanto riguarda le visite specialistiche e 29 per la diagnostica strumentale. Tra le specialistiche c’è la visita cardiologica, oncologica, neurologica, ginecologica; per la diagnostica gli esami di risonanza magnetica, tac ecografie, eco-colordoppler. Zingaretti inoltre ha assicurato che con il nuovo piano tutte le agende delle strutture pubbliche accreditate, private e classificate, dovranno confluire nel sistema Recup regionale fino a un massimo del 60% di tutte quelle prodotte quotidianamente.

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