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Astral, la società sull’orlo del fallimento

«Diciassette milioni di euro di passivo nel bilancio 2013 accertati ad agosto: siamo nelle condizioni di sciogliere la società. Convocherò quanto prima l’assemblea dei soci per approvare il bilancio e valutare la situazione». Antonio Mallamo, commissario straordinario dell’Azienda strade Lazio (Astral), ha iniziato così il suo intervento in commissione Lavori pubblici e mobilità del Consiglio regionale del Lazio.
«Dal punto di vista operativo – ha proseguito Mallamo – abbiamo predisposto il nuovo contratto di servizio con la Regione Lazio: da due anni non abbiamo avuto progetti affidati e dunque siamo senza finanziamenti, visto che attualmente l’unico introito che abbiamo è la commissione del 12 per cento su questi lavori. Non sono stati incassati i soldi delle concessioni pubblicitarie, siamo al caos più totale. Non sappiamo neanche con certezza quali siano con esattezza i debiti reali, intorno ai 50 milioni di euro. Abbiamo i conti pignorati dai creditori. Allo stesso tempo la Regione ci deve una cifra fra i 40 e i 50 milioni. Più stagioni di cattiva amministrazione hanno creato questa situazione».
«Per quanto riguarda la pianta organica – ha dichiarato ancora Mallamo – abbiamo un direttore, un vice, 15 dirigenti, 3 giornalisti, 6 autisti e un capo di gabinetto. Gli altri 149 dipendenti della società sono al 70 per cento amministrativi, mentre avremmo la necessità di più personale tecnico. C’era un piano industriale predisposto da una società privata, pagato 513 mila euro, mai consegnato in forma definitiva. Ne stiamo predisponendo uno nuovo, senza consulenze esterne».
«Quando sono entrato in carica, nel maggio scorso – ha concluso il commissario -, non ho trovato un’azienda unica, ogni area funzionava come se fosse una società separata. Sono intervenuto su questa situazione. Abbiamo avviato un’opera di recupero dei crediti. Va potenziato il servizio di vigilanza sulle strade, costruito un catasto telematico delle strade, rinforzata la struttura che si occupa dei sopralluoghi. In questa maniera potremmo impiegare utilmente il personale che abbiamo in azienda. La situazione è difficile, ma sanabile. Credo che questa azienda, nel giro di un anno, possa camminare con le sue gambe».

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