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Fiume Cosa, i gabbioni rischiano di crollare

Che quella di incanalare l’acqua del fiume Cosa negli scatolari in cemento fosse stata una pessima idea lo si era capito da tempo. I lavori di tamponamento dell’emergenza venutasi a creare dopo la frana dello scorso marzo a Frosinone, nei pressi del viadotto Biondi, si sono rivelati inefficaci e, anzi, hanno forse peggiorato la situazione. I blocchi in cemento rimasti sul letto del fiume fino a una settimana fa non hanno fatto altro che spingere l’acqua del Cosa verso gli argini, “agevolando”, sul lato destro, lo smottamento verificatosi nella notte tra domenica e lunedì della scorsa settimana ed erodendo, sul lato sinistro, la terra posta sotto i gabbioni. I gabbioni sono quei contenitori di rete metallica riempiti di ciottoli e pietre utilizzati per contenere le frane. Dal ponte sul Cosa, presso la stazione a valle dell’ascensore inclinato, se si guarda in basso ci si accorgerà che i gabbioni sulla sponda sinistra sono completamente fuori asse, sporgendo in avanti e dando l’impressione di essere prossimi a crollare nel fiume. In pratica, a causa della presenza degli scatolari, l’acqua del Cosa ha premuto sugli argini, sottraendo la terra sulla quale i gabbioni erano poggiati. Ora i mezzi meccanici hanno cercato di mettere altra terra alla base delle gabbionate, ma i contenitori si sono spinti pericolosamente in avanti. Il rischio è che, se dalla collina dovessero cadere altri detriti, i gabbioni non avrebbero più la forza di contenere la frana e finirebbero essi stessi nel letto del fiume. (Gabriele Margani)

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